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Previdenza 2020: aumento età pensione donne non decisivo

L'innalzamento a 65 anni dell'età di pensionamento delle donne è stato importante per la bocciatura alle urne della riforma Previdenza 2020, ma da solo questo aspetto non sarebbe riuscito a far fallire il progetto di Alain Berset.

È quanto emerge dal sondaggio VOTO, un'inchiesta che dall'autunno scorso ha sostituito l'analisi VOX. L'indagine rileva che, alla fine, motivi diversi sommati fra loro sono all'origine della bocciatura della riforma pensionistica lo scorso 24 settembre.

Tra i partiti, i simpatizzanti dell'UDC sono stati i principali oppositori al progetto: l'84% di essi ha detto di "no". Nel contempo le formazioni che hanno sostenuto la riforma non sono riuscite a mobilitare i loro membri. Tuttavia, gli aderenti del PS non hanno votato contro il loro ministro della socialità: oltre tre quarti hanno detto "sì".

Stando allo studio, le caratteristiche sociali hanno giocato un ruolo secondario nel voto. Uomini e donne hanno respinto le nuove disposizioni nelle stesse proporzioni. Non si può parlare né di conflitto generazionale né di divario tra i sessi. Gli anziani sono stati i meno favorevoli alla riforma.

Coloro che hanno approvato il progetto non l'hanno fatto con la convinzione di aver votato la soluzione migliore, ma perché la riforma proposta era - a loro avviso - il miglior compromesso nelle condizioni attuali.

Aumento delle rendite

Una delle ragioni che hanno condotto alla bocciatura alle urne è stato l'aumento delle rendite AVS di 70 franchi al mese. Stando all'analisi VOTO, non bisogna però trarre la conclusione errata secondo cui tutte le persone che hanno respinto il progetto si opponevano a un incremento delle rendite.

L'innalzamento dell'età pensionistica delle donne ha spinto il 12% degli aventi diritto a votare "no" alla riforma. Questo argomento è stato citato solo dall'8% dei votanti svizzero tedeschi e dal 15% degli svizzero italiani, mentre tra i Romandi tale motivo è stato più spesso evocato (29%). Ciò non deve sorprendere, visto che il referendum è stato lanciato anche dalle donne sindacaliste della Svizzera romanda.

Visibilmente questa misura prevista dalla riforma ha giocato un ruolo minore nello scrutinio. Molti cittadini, favorevoli alla parità salariale, fra cui donne di sinistra, alla fine hanno detto di "sì" al progetto di Alain Berset.

Secondo VOTO, molti elettori - pur turandosi il naso - erano pronti a sostenere una riforma che consideravano urgente. L'innalzamento dell'età di pensionamento per le donne è stato sostenuto soltanto perché vi erano altre misure compensative.

Pensione a 67 anni

Altro tema evocato: l'aumento generalizzato dell'età pensionistica a 67 anni. Stando agli esperti, tra coloro che hanno votato lo scorso 24 settembre, gli oppositori e i favorevoli a tale aumento erano in proporzioni simili. La metà delle persone interrogate (48%) si sono dette d'accordo "al fine di garantire le rendite AVS a lungo termine". L'altra metà si è dichiarata contraria.

Anche a livello partitico, favorevoli e oppositori a questa proposta sono presenti in misura analoga in tutte le formazioni politiche. Fa eccezione il PLR, all'interno del quale tale innalzamento è sostenuto dal 62% dei suoi simpatizzanti.

L'inchiesta VOTO è stata condotta telefonicamente presso 1511 votanti tra il 25 settembre e il 10 ottobre. Questi sondaggi sono stati realizzati dall'istituto di ricerche FORS, dal Centro di studi sulla democrazia Aarau ZDA e dall'istituto demoscopico LINK. Sono finanziati dalla Cancelleria federale.
ATS | 9 nov 2017 11:09