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Dall'assistenza alla jihad, passando per i party vodesi

Il cittadino svizzero arrestato ieri ha tentato di convincere un 13enne a compiere un attentato in Francia

Emergono nuovi dettagli sull’operazione antiterrorismo della Polizia francese che ieri ha portato all’arresto in di un 27enne cittadino svizzero-bosniaco e della sua compagna colombiana (vedi articolo suggerito).

Come riferito oggi dal Tages Anzeiger il 27enne, M.J., è stato arrestato in Francia perché sospettato di voler compiere un attentato a Nizza, già teatro della strage del luglio del 2016 costata la vita a 86 persone.

Il giornalista Kurt Pelda ha ricostruito il passato del 27enne, da circa un anno nel mirino del Ministero pubblico della Confederazione, che ha aperto un procedimento penale a suo carico per sospetta violazione della Legge federale che vieta i gruppi “Al Quaeda” e Stato islamico”. Il giovane ha vissuto per diversi anni a Yverdon e Losanna, dove ha beneficiato di prestazioni sociali.

Come nel caso di un altro cittadino vodese, Damien S. alias Abu al-Swisri (vedi articolo suggerito), il 27enne era un assiduo frequentatore dei party locali e consumava regolarmente alcolici. Poi la radicalizzazione.

M.J. si fa tatuare la scritta “Salaf” (traducibile con "pii antenati" o "pii predecessori", in riferimento alle prime generazioni di musulmani che hanno seguito gli insegnamenti di Maometto) sul petto, anche se sul sito di incontri al quale si era iscritto si presentava a torso nudo paragonandosi a Rambo. Durante gli anni del liceo a Losanna il giovane entra in contatto con due membri dell’organizzazione Lies!, che da anni si occupa di distribuire il Corano nelle strade, sospettata di compiere opere di proselitismo in favore dell’islam radicale. In particolare conosce il fratello di uno dei due, buon amico di Abu al-Swisri.

Il 27enne inizia a diffondere su Youtube video di propaganda di Al Quaeda e della sua 'costola’ yemenita Anwar al-Awlaki.

Stando a quanto riferito dai media francesi M.J. ha tentato di convincere tramite l’app di messaggistica open source Telegram un 13enne dei sobborghi di Parigi a compiere un attacco all’arma bianca. La Polizia francese ha arrestato il ragazzino in estate e ad oggi è il più giovane sospettato di terrorismo del Paese.

 

Redazione | 8 nov 2017 10:50

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