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Terrorismo: 10 arresti in Francia e Svizzera, sospetto jihadismo

Arresti per terrorismo in Francia e Svizzera: nel mirino di un'azione coordinata lanciata stamani dagli inquirenti sono finite dieci persone, due delle quali con domicilio rispettivamente nei cantoni di Neuchâtel e di Vaud.

Il sospetto è che si siano radicalizzate: uno svizzero in particolare ha evocato progetti di azioni violente i cui contorni rimangono peraltro ancora vaghi.

Gli indagati partecipavano a un gruppo di discussione del servizio di messaggistica istantanea Telegram, frequentemente utilizzato da jihadisti, nell'ambito del quale si sono espressi con "dichiarazioni preoccupanti", ha indicato all'agenzia francese Afp una fonte vicina all'inchiesta. L'operazione "mira a chiarire i contorni dei progetti che stavano maturando", ha aggiunto.

Secondo fonti giudiziarie citate dai media francesi nove persone di età compresa fra 18 e 65 anni, fra cui due fratelli, e per la gran parte conosciute ai servizi di informazione, sono state arrestate nel sud della Francia, fra Mentone e Aix-en-Provence, e nella regione parigina, mentre per l'ultima le manette sono scattate in Svizzera.

In quest'ultimo caso il provvedimento ha interessato una colombiana di 23 anni, ha comunicato il Ministero pubblico della Confederazione (MPC). Uno svizzero di 27 anni figura invece fra gli arrestati in Francia. Nei confronti del giovane il procedimento penale dell'MPC - per violazione della legge che vieta Al Qaida e Stato Islamico, nonché per sostegno o partecipazione a un'organizzazione criminale - era partito nel giugno 2016 e le indagini erano poi state in un secondo tempo estese alla colombiana.

La procura federale non fornisce molti altri particolari al riguardo, limitandosi a parlare di perquisizioni domiciliari nei cantoni di Neuchâtel e Vaud, condotte con le rispettive polizie cantonali nonché con Fedpol, l'Ufficio federale di polizia. Coinvolto è anche il Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC).

Le operazioni dei due Paesi sono state svolte simultaneamente e in stretta collaborazione, precisa l'MPC. L'azione è stata resa possibile dall'apposita istituzione di un organo investigativo comune, una forma di collaborazione sancita dalla Convenzione europea di assistenza giudiziaria in materia penale

Particolari più concreti arrivano dalla Francia. Una fonte citata dall'Afp afferma che "le indagini hanno individuato in Svizzera una persona particolarmente attiva sui social network". "Hanno inoltre rivelato che questi aveva contatti con persone che vivono in Francia, con le quali ha parlato anche di progetti per azioni violente dai contorni per il momento ancora poco definiti".

I fermati erano noti ai servizi segreti per sospetta radicalizzazione, ma nessuno è schedato con la lettera "S" degli individui a rischio di passare all'azione. Le perquisizioni e gli interrogatori dovrebbero consentire di chiarire le loro intenzioni. Finora non sarebbe stata trovata alcuna arma.

Sempre stando a quanto trapela dalla Francia, il 27enne svizzero era in contatto sulle reti sociali con un 13enne sospettato di preparare un attacco di matrice jihadista con un coltello. L'adolescente era stato arrestato nella regione parigina la notte precedente la festa della musica del 21 giugno. Il ragazzo era decisamente sul punto di passare all'atto: sulle reti sociali è stata trovata una foto che lo ritrae con un foglio che indica la sua fedeltà allo Stato islamico.

Il ministro dell'interno francese Gérard Collomb non attribuisce peraltro particolare rilevanza al blitz odierno. "Fa parte di operazioni che, purtroppo, sono condotte in modo relativamente regolare, in cui arrestiamo persone che consideriamo pericolose", ha risposto ai giornalisti che lo interrogavano sulla vicenda durante una visita a Berlino, stando a quanto riporta la Reuters.

Dopo due anni di misure speciali, il primo novembre la Francia ha decretato la fine dello stato d'emergenza in concomitanza con l'entrata in vigore della nuova legge antiterrorismo del presidente Emmanuel Macron. Nei quasi due anni trascorsi dalla notte degli attacchi parigini del 13 novembre 2015 sono stati sventati 32 attentati, ha indicato una settimana fa Collomb.
ATS | 7 nov 2017 15:34