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Spia svizzera: chiesti due anni

Il 54enne ha ammesso di aver ricevuto soldi da Berna per identificare evasori fiscali. La difesa chiede una riduzione della pena

Nel processo a Francoforte contro la presunta spia svizzera Daniel M. la procura tedesca ha chiesto oggi una condanna a due anni di prigione con la condizionale e il pagamento di una pena pecuniaria di 40'000 euro.

La difesa domanda invece un anno e mezzo con la condizionale. L'imputato 54enne la settimana scorsa ha rilasciato una confessione. Quest'ultima era necessaria per ottenere un accordo fra le parti, in modo da evitare una potenziale condanna fino a cinque anni di carcere.

Il cittadino elvetico ha ammesso di aver ricevuto 28'000 euro dal Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) per il suo lavoro e ha fatto i nomi dei committenti per il suo servizio di spionaggio.

Il 54enne è accusato di aver cercato di procurarsi illecitamente informazioni sulle indagini avviate dal fisco del Nordreno-Vestfalia per identificare gli evasori fiscali tedeschi clienti di banche elvetiche, in particolare con l'acquisto di cd di dati bancari, e di aver piazzato una "talpa" nell'amministrazione finanziaria del Land. Quest'ultimo punto è stato però negato dall'ex dipendente della polizia comunale di Zurigo e del servizio di sicurezza dell'UBS.

Daniel M. è stato arrestato lo scorso 28 aprile a Francoforte e da allora si trova in cella. I fatti di cui è accusato sarebbero avvenuti per lo meno da luglio 2011 a febbraio 2015. La sentenza è prevista per giovedì prossimo.

ATS | 2 nov 2017 13:40

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