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In Siria è strage di Leopard

L'ISIS ha distrutto diversi carri armati identici a quelli svizzeri. E a Berna c'è chi si interroga su loro futuro. FOTO

Mentre a Berna si continua a discutere del futuro dei cacciabombardieri F/A-18, in Siria i miliziani dell’ISIS hanno letteralmente spezzato il mito dell’indistruttibilità dei carri armati Leopard 2. Durante la battaglia di al-Bab, in Siria, i miliziani dello Stato islamico hanno distrutto diversi carri armati in forza all’Esercito grazie alle armi anticarro di fabbricazione russa. Colpendoli nelle parti vulnerabili (i lati e soprattutto il retro), i missili anticarro russi del tipo Kornet si sono dimostrati particolarmente efficaci nel fermare i carri da 60 tonnellate dell’Esercito di Erdogan.

Come riferito dal Blick nella sua edizione odierna, le ripercussioni non sono mancate anche alle nostre latitudini dal momento che nell’Esercito svizzero sono attualmente in servizio 134 Leopard (dati ufficiali del 2016 del sito della Confederazione). Diversi consiglieri nazionali si sono infatti interrogati sul futuro del carro. Il portavoce di Armasuisse (il centro di competenza della Confederazione per gli acquisti, la tecnologia e gli immobili del Dipartimento federale della difesa) Kaj-Gunnar Sievert ha infatti confermato al Blick che i modelli turchi distrutti sono identici ad alcuni di quelli in servizio nella Forze armate svizzere.

Il consigliere nazionale Marcel Dobler (PLR) ha evidenziato come gli equilibri possano rapidamente spostarsi se un sistema d’arma da 10'000 franchi riesxce a mettere fuori combattimento un carro da sei zeri. E mentre ci si chiede di cosa abbia realmente bisogno l’Esercito in futuro, nuovi sistemi di difesa (come ad esempio una blindatura addizionale) verranno istallati di serie sui carri attualmente in servizio.

Uno scenario che il collega Beat Flach (Verdi liberali) ha già definito “insensato”.

Redazione | 17 lug 2017 13:08

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