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"In Eritrea? Stanno tutti benissimo"

Una politica dell'UDC ha visitato l'Eritrea per tre settimane: "Hanno un lavoro, da mangiare e sono ben vestiti"

La questione dei rifugiati eritrei non è certo un tema nuovo tra i corridoi di Palazzo federale. Già quasi un anno fa all’interno del PLR nazionale vi erano state ‘scintille’ tra l’ex presidente del PLR nazionale Philipp Müller e il consigliere federale Didier Burkhalter, che aveva tacciato Müller di “insensibilità” per aver voluto negoziare con l’Eritrea un aumento delle quote di rimpatrio. La Confederazione si era in seguito chinata sul problema e aveva annunciato di voler rivedere la questione con un po’più di severità, con la Segreteria di Stato della migrazione SEM aveva reso più severi i suoi criteri, ritenendo che la punizione per l'emigrazione illegale non è così rilevante da giustificare lo statuto di rifugiato.

Da mesi la politica si divide tra chi ritiene l’Eritrea un Paese “repressivo e totalitario” e chi invece ritiene che debbano essere intavolate delle trattative con Asmara e addirittura chi giudica “eccessive” le accuse rivolte al governo africano. A gettare nuova benzina sul fuoco ci ha pensato la politica bernese democentrista Sabina Geissbühler (membro della Commissione cantonale per la sicurezza), che si è recata per tre settimane in Eritrea per “vedere la situazione di persona”.

Le sue impressioni, riportate dal Blick, faranno certamente discutere: “Tutti hanno da mangiare, sono ben vestiti e ricevono cure mediche di qualità”. Questo il riassunto del viaggio della Geissbühler, che durante la sua permanenza in Eritrea ha visitato un ospedale e ha assistito al Giro di Asmara, una manifestazione ciclistica molto popolare nel Paese. Geissbühler afferma inoltre di aver parlato con diversi cittadini di Asmara che sostengono di avere amici e parenti in Svizzera (definita “Heaven Switzerland”) “tutti con un lavoro e molti soldi”.

“Al confine con il Sudan bisogna pagare una ‘tassa’ per il passaggio, per questo molte famiglie risparmiano quello che possono per far fuggire i più giovani – ha spiegato la politica bernese – I soldi vengono anche inviati dall’estero”.

“Per strada non ho visto tossicodipendenti e non c’è praticamente disoccupazione (gli studenti meno bravi vengono comunque assunti dallo Stato) – ha concluso Geissbühler - La mortalità infantile è tra le più basse dell’Africa e morbillo e polio sono state debellate”. In tutto questo la Confederazione dovrebbe "inviare aiuti finanziari sul posto per aiutare lo sviluppo del Paese".

Quello tracciato da Sabina Geissbühler è un quadro della situazione che, come detto, farà sicuramente molto discutere. Piccola nota di colore: Sabina è la madre della consigliera nazionale UDC Andrea Geissbühler, entrata prepotentemente nella classifica delle uscite meno azzeccate degli ultimi anni quando, Intervistata da “Tele Bärn” sul tema delle condanne per violenza sessuale, aveva sostenuto che vi fossero casi nei quali l’uomo che ha costretto una donna a un atto sessuale possa essere punito con una pena più lieve o, addirittura, con la condizionale “Se la donna ha agito in modo naiv” (vedi articolo suggerito).

Redazione | 10 mag 2017 10:00

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