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"Illi e Blancho? Due marionette dei Paesi del Golfo"

"Non rappresentano i musulmani", spiega la vincitrice del Premio svizzero per i diritti umani. "Qui è facile integrarsi"

Negli ultimi anni il Consiglio centrale islamico svizzero (CCIS) di Nicolas Blancho e Qaasim Illi ha fatto davvero molto discutere. Accusato di posizioni vicine all’islam più radicale, tanto da finire al centro di un’indagine del Ministero pubblico della Confederazione, l’associazione si è resa protagonista anche di alcune azioni provocatorie, come la visita in Ticino di Nora Illi in occasione dell’entrata in vigore del divieto del burqa (vedi articolo suggerito).

Illi e Blancho hanno sempre sostenuto di difendere la libertà di espressione dei musulmani in svizzera, una frase che però non è andata giù alla vincitrice del Premio svizzero per i diritti umani 2016 Saïda Keller-Messahli.

In una lunga intervista recentemente rilasciata alla “Jungfrauzeitung”, Keller-Messahli li ha definiti “marionette nelle mani degli Stati del Golfo”. Da sempre oppositrice dell’islam radicale, ha evidenziato come l’integrazione in Svizzera sia facile. “Basta volerlo”.

“La gran parte dei musulmani in Svizzera è perfettamente integrata, il problema si pone quando qualcuno decide di vivere con i precetti del salafismo”.

“Illi e Blancho si definiscono avvocati dei musulmani in Svizzera ma non lo sono. Qui vivono circa 338'000 musulmani di età maggiore di 15 anni, il CCIS conta appena un migliaio di membri di cui solo 50 attivi. Hanno però legami con figure molto dubbie, alcune delle quali sono sospettati di terrorismo dagli USA”.

Redazione | 28 dic 2016 18:10

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