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"Processati a Bellinzona? Non ci presenteremo"

Nicolas Blancho e Qaasim Illi replicano al Ministero pubblico: "Non ci faremo legare un sacco in testa"

Nicolas Blancho e Qaasim Illi hanno replicato al procuratore generale della Confederazione Michael Lauber, che aveva annunciato l’apertura di un’inchiesta nei loro confronti per propaganda in favore di un’organizzazione terroristica (vedi articolo suggerito).

In una presa di posizione pubblicata questa mattina sul sito del Consiglio centrale islamico svizzero, i due accusano il Ministero pubblico di voler “diffamare la più grande e più attiva organizzazione islamica Svizzera” in un “processo-show a Bellinzona”.

Se il Ministero pubblico dovesse invitarci a Bellinzona, non ci presenteremo – si legge nel comunicato - Il signor Lauber deve sapere che non ci presenteremo con un sacco legato sulla testa. Non lasceremo che i musulmani vengano additati come terroristi in un processo-show politico”.

“Se in Svizzera vale la libertà di pensiero anche per i musulmani, il Ministero pubblico andrà incontro a una cocente delusione”, ha rincarato Qaasim Illi.

Lauber ha intanto ribadito la strategia della “tolleranza zero” nei confronti delle posizioni estremiste favorevoli al terrorismo e della discussa organizzazione tedesca legata all’azione “Lies!”, recentemente bandita in Germania.

Redazione | 25 nov 2016 12:20

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