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Asilo: finanziare meglio aiuto all'integrazione e al rimpatrio

Il Consiglio federale vuole rendere più efficace il proprio sostegno finanziario ai Cantoni in materia di asilo, sia per quanto concerne l'integrazione, sia per i rimpatri nei paesi d'origine. I due progetti di ordinanza sono stati sostanzialmente ben accolti in consultazione, ma non manca qualche riserva.

Gli stessi Cantoni ammettono che il sistema di sovvenzionamento dei loro compiti per favorire l'integrazione, in vigore da quattro anni, ha portato a delle "inadeguatezze". La ripartizione attuale dei contributi finanziari favorisce piuttosto i Cantoni che riducono, per quanto possibile, il loro impegno in favore di un'integrazione economica dei rifugiati o dei richiedenti l'asilo.

Il nuovo sistema illustrato nelle due ordinanze, oggetto della consultazione, non subisce più l'effetto perverso del modo di calcolare: esso non terrà più conto della capacità economica e non penalizzerà quei Cantoni che accordano permessi di lavoro, rilevano con soddisfazione PLR, UDC, Conferenza dei direttori cantonali della socialità (CDCS) e Organizzazione di aiuto ai rifugiati.

In futuro il contributo finanziario a ogni cantone prenderà in esame le possibilità di occupazione di richiedenti l'asilo e rifugiati, così come del tasso di senza lavoro della popolazione straniera, nel numero di rifugiati e di quanti sono stati accolti a titolo provvisorio.

È quindi nell'interesse dei Cantoni eliminare le lacune evidenziate in questi quattro anni, afferma la segretaria di CDCS, Margrith Hanselmann, per cui il nuovo sistema di finanziamento è da ritenersi "sostanzialmente positivo".

Tre le riserve segnalate dalla Hanselmann, così come da UDC e PLR, figura la transizione tra i due sistemi. Essa deve rispettare il principio delle neutralità dei costi e non deve rappresentare un trasferimento di oneri dalla Confederazione ai Cantoni.

A favore dei miglioramenti proposti si dice anche il PS, il quale si augura che l'integrazione tramite il lavoro vada a vantaggio di molti, compresa la categoria dei richiedenti l'asilo - adulti in età lavorativa - sebbene sia risaputo che la maggioranza di essi dovrà lasciare la Svizzera e far ritorno in patria. Non potranno che trarre beneficio da un'attività che può offrire loro l'opportunità di rifarsi una vita, afferma il partito socialista.

Non è dello stesso parere il sindacato Travail.Suisse, per il quale la priorità deve essere accordata ai rifugiati e a quanti sono ammessi provvisoriamente. Per l'OSAR, l'organizzazione di aiuto ai rifugiati, ci sono certamente migliorìe, ma non ci si può accontentare di un semplice cambiamento nel sistema di calcolo, "che rimane inoltre troppo complesso". Vi è il rischio che quei Cantoni cui il contributo finanziario calerà facciano subire le conseguenze sugli attuali beneficiari. Eppoi non bisogna sfavorire quei Cantoni che investono in forme di integrazione diverse da quella professionale, quali la lingua o la formazione.

Per quanto concerne le indennità per coloro che lasciano volontariamente la Svizzera, che il Consiglio federale intende rendere più facili e generose, le risposte in consultazione sono favorevoli. La destra tuttavia vorrebbe introdurre certe restrizioni approvate in giungo dal Nazionale.

L'UDC, che respinge nettamente la revisione in quanto ogni ampliamento delle prestazioni renderebbe la Svizzera più attrattiva, propone di ridurre gli aiuti forfettari urgenti, allo scopo di accelerare le partenze. Il PLR chiede di accelerare la decisione del Nazionale, sostituendo l'aiuto sociale con un aiuto d'urgenza ai richiedenti l'asilo, "ad eccezione delle persone vulnerabili".


ATS
ATS | 8 ago 2012 18:40