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Immunità: UDC vuole tornare al passato

Si torni alla vecchia e "migliore" normativa in materia di immunità: è quanto chiede l'UDC in due iniziative parlamentari presentate sull'onda delle polemiche sorte attorno alla vicenda che vede il consigliere nazionale Christoph Blocher (UDC/ZH) indagato dalla procura di Zurigo per presunta violazione del segreto bancario nell'ambito della vicenda Hildebrand.

Il nuovo sistema di regolamentazione dell'immunità parlamentare - entrato in vigore l'anno scorso - è stato fin dall'inizio utilizzato per osteggiare l'UDC, ha affermato oggi a Berna alla stampa il consigliere nazionale Caspar Baader (UDC). Per questo motivo il gruppo parlamentare democentrista chiede che a decidere in merito a un'eventuale sospensione dell'immunità siano - come era prassi in passato - le due camere riunite in plenum e non le singole commissioni competenti.

Qualora questa prima iniziativa parlamentare dovesse fallire, ve ne è una seconda, elaborata dallo stesso Baader, che prevede per i deputati colpiti dalla sospensione dell'immunità la possibilità di presentare ricorso presso la propria Camera. Baader chiede inoltre che venga resa obbligatoria l'entrata in materia in caso di una richiesta di revoca e, infine, che l'immunità relativa entri in vigore dal momento della conferma dell'elezione in Parlamento del deputato da parte del suo cantone.

Se il Parlamento rifiutasse di riconsiderare il dossier dell'immunità, ciò "limiterebbe la sua libertà di azione e renderebbe impossibile l'attività politica dei suoi stessi membri", sottolinea l'UDC.

Spunto per la presentazione dei due interventi parlamentari è la recente decisione di sospendere l'immunità del consigliere nazionale zurighese Blocher, strettamente connessa alla vicenda che ha portato alle dimissioni dell'ex presidente della direzione della Banca nazionale svizzera (BNS) Philipp Hildebrand. Nel corso del procedimento contro Blocher sono stati violati principi dello stato di diritto, ha rilevato dal canto suo il presidente dell'UDC Toni Brunner.

"In questo primo caso trattato con il nuovo sistema di regolamentazione dell'immunità si è fatto uso indebito della nuova norma per un puro calcolo politico", ha detto Brunner: si tratta di "giustizia politica poco trasparente eseguita in un buio sgabuzzino".

Al centro delle critiche mosse dall'UDC vi sono da un lato le competenti commissioni del Consiglio nazionale e Consiglio degli Stati che hanno deciso di sospendere l'immunità a Blocher, dall'altro il procedimento penale promosso a Zurigo contro il consigliere nazionale. In questo caso tutte le regole sono state strapazzate, ad esempio quando è stata condotta una perquisizione del domicilio di Blocher senza un debito mandato autorizzato dalla presidenza delle due camere federali.

Esprimendosi in merito alla propria vicenda, Blocher ha aggiunto di escludere la possibilità di ricorrere al Tribunale federale. Tuttavia il consigliere nazionale si riserva il diritto di inviare un ricorso al Parlamento, anche se ciò non è contemplato dalla nuova normativa. Per fare ciò deve tuttavia attendere la comunicazione scritta della decisione negativa delle due commissioni.


ATS
ATS | 15 giu 2012 14:16