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Parità salariale: Berna vuole sensibilizzare meglio le aziende

La Confederazione intende rilanciare il suo programma "Dialogo sulla parità salariale". Si tratta di un progetto basato sull'adesione volontaria e sulla collaborazione delle imprese. Partendo dai risultati di un'inchiesta condotta da McDonald's Svizzera, Berna vuole sensibilizzare al meglio i datori di lavoro, facendo loro capire che dalla parità di trattamento dei dipendenti essi sono i primi a trarre beneficio.

Avviato tre anni or sono, il programma ha coinvolto finora soltanto 21 aziende le quali hanno analizzato la loro griglia salariale; "il risultato è deludente", ha affermato in una conferenza stampa oggi a Berna il vicedirettore dell'Ufficio federale di giustizia, Luzius Mader. Il principio secondo cui uomini e donne percepiscono un salario uguale per un lavoro di pari valore sembra scontato, tanto più che la Costituzione federale e la legge sulla parità dei sessi obbligano i datori di lavoro a rispettarlo. La realtà è però tutt'altra. Mader si è detto fiducioso: l'obiettivo è di giungere ento il 2014 a coinvolgere nel programma 100 aziende. Per riuscirci è necessario "entrare direttamente in contatto con i datori di lavoro".

L'idea non è di denunciare le imprese inadempienti, ma permettere loro, su base volontaria, di esaminare in dettaglio la loro struttura salariale e nei quattro anni seguenti adottare le opportune misure per colmare eventuali lacune o disparità "non giustificabili", ha insistito Mader.


ATS
ATS | 11 mag 2012 15:16