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SO: kosovaro plurirecidivo sfugge a nuovo processo, mancano prove

La procura solettese ha rinunciato a procedere contro un 42enne kosovaro sospettato di essere coinvolto, nel 1992, in una rapina a Gerlafingen (SO) terminata con la morte per soffocamento di una donna di 81 anni che era stata picchiata e legata. Lo stesso kosovaro era già riuscito a sfuggire a una condanna a 15 anni di carcere per una incredibile serie di disguidi giuridici.

La procura di Soletta ha spiegato oggi che non è stato possibile provare la presenza dell'indiziato sul luogo del delitto, e ciò anche "ricorrendo alle tecnologie più moderne".

L'uomo è considerato uno dei due capi di una banda di rapinatori che all'inizio degli anni Novanta mise a segno una serie di colpi nel canton Soletta e in altri cantoni vicini sempre agendo di notte. In base a una condanna del 1995, l'uomo si è reso colpevole di ripetute rapine armate e in banda, ripetuti sequestri di persona e violenze carnali. Era stato condannato a 15 anni di carcere.

Le autorità solettesi avevano però dimenticato di pubblicare la sentenza sull'albo ufficiale e questa non era quindi mai passata in giudicato. Nel 2010, il Ministero pubblico era dunque stato costretto ad archiviare il caso a causa dell'avvenuta prescrizione.

Contro questa decisione una vittima ha correttamente inoltrato ricorso al Tribunale cantonale. Questa ha tuttavia versato in ritardo l'anticipo di 500 franchi per le spese di procedura richiesto dalla Corte dei reclami penali. Per questa ragione i giudici non sono entrati nel merito del ricorso e il non luogo a procedere del Ministero pubblico è diventato definitivo.

Il kosovaro si trova ora in carcere nel canton Turgovia per altri crimini. Scontata la pena sarà espulso dalla Svizzera.


ATS
ATS | 7 mag 2012 11:39