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Evoluzione della chirurgia ortopedica e traumatologica dell'apparato locomotore

Il dottor Matteo Denti, specialista FMH di chirurgia ortopedica, parla dell'evoluzione e dei progetti del settore

La Clinica Ars Medica è all’avanguardia nell’evoluzione della Chirurgia ortopedica e traumatologica dell’apparato locomotore. Per comprenderne evoluzione e progetti, siamo a colloquio con il dottor Matteo Denti, specialista FMH di Chirurgia ortopedica e traumatologica dell’apparato locomotore, medico accreditato.

Dottor Denti, lei è appena rientrato dal soggiorno negli USA dove si è recato come Past President dell’European Society for Sports Traumatology, Knee Surgery and Arthroscopy (ESSKA): ci parli della sua ultima esperienza e ci spieghi il ruolo di quest’importante sodalizio nel campo della chirurgia ortopedica:

"Alla comunità di ESSKA afferiscono 7.216 chirurghi ortopedici di 109 Paesi e 5 Continenti. Conta 37 società nazionali affiliate e ciò significa che, in tutto il Mondo, abbiamo parecchie Nazioni aderenti ad essa. Tutte fanno capo al board dell’ESSKA di cui il Dr. Matteo Denti è il Past president (ndr: Dottor Matteo Denti, chirurgo di grandissima esperienza accreditato alla Clinica Ars Medica di Gravesano)".

Lei è reduce dalla trasferta americana per conto di ESSKA, ci spieghi l’esito e la ricaduta per gli Istituti nei quali lei opera.

"ESSKA si può fregiare del più prestigioso premio di Travel fellowship che consiste nella trasferta in USA di tre chirurghi europei accompagnati da uno esperto (ndr: generalmente il past president) per uno scambio di esperienze professionali. Di anno in anno, ci si scambia la visita e l’anno dopo saranno i chiurghi americani ad essere ospitati in Europa.
Come past president e membro del comitato direttivo dell’ESSKA porto tutta la nostra esperienza acquisita nell’ambito chirurgico ortopedico traumatologico, istruendo chirurghi in Europa e in parecchi paesi extra europei. Proprio questa grande esperienza nell’ambito della chirurgia ortopedica traumatologica del ginocchio e della spalla è quanto porto ai pazienti di Ars Medica".

Lei è specialista della chirurgia ortopedica di ginocchio e spalla: quanto è importante la specializzazione nell’ambito chirurgico ortopedico?

"È doverosa una premessa: nell’ultimo decennio l’ortopedia ha fatto passi da gigante ed è diventata “super specialistica”. Il chirurgo deve aggiornare di continuo le sue conoscenze e la sua esperienza chirurgica e non è possibile seguire il passo senza specializzarsi in uno specifico ambito articolare.
Inoltre, concentrarsi su di una o due articolazioni permette al chirurgo ortopedico di operare su di un bacino di pazienti molto maggiore: ciò comporta un’abilità crescente di conoscenza e di gesti operatori, a tutto vantaggio del paziente stesso".

Quali sono le patologie con cui il chirurgo ortopedico della spalla e del ginocchio si deve confrontare?

"Per quanto attiene al ginocchio consideriamo gli eventi traumatici come le distorsioni (che generalmente portano a lesioni dei legamenti e dei menischi) e le patologie degenerative che comportano i quadri artrosici. Nella spalla consideriamo eventi traumatici come le lussazioni e quelli traumatico-degenerativi come le patologie della cuffia dei muscoli rotatori e, nuovamente, l’artrosi".

Chi sono i pazienti che necessitano del suo consulto ed eventualmente intervento, e qual è l’età più colpita per questo genere di patologie traumatiche o degenerative?

"Nel targhet abbiamo due tipi di pazienti: in primis i giovani, a cui trattiamo per lo più patologie legamentose del legamento crociato anteriore del ginocchio e le instabilità della spalla dovute a lussazioni. Vediamo inoltre pazienti adulti per i quali la casistica consta nella terapia protesica del ginocchio e nella ricostruzione dei tendini della cuffia dei rotatori nella spalla. Per quest’ultima articolazione non va dimenticata anche la terapia protesica".

Nell’ambito della chirurgia ortopedica quanto incide l’invecchiamento della popolazione?

"Non possiamo negarne l’importanza, vista la speranza di vita superiore a quella di un tempo. E bisogna considerare pure la qualità di vita per rapporto all’invecchiamento: una volta il paziente di 50 anni o più non veniva operato, oggi l’età dei pazienti per cui si considerano gli interventi si è alzata. Prendiamo esempio le lesioni legamentose: oggi si trattano perché i pazienti dai 50 in su desiderano ancora mantenere una buona qualità della vita e continuare a praticare sport, andare in montagna e avere una vita relazionale viva come prima dell’evento traumatico".

Lei ha parlato di chirurgia protesica, di chirurgia conservativa e di chirurgia artroscopica: ci spieghi le differenze.

"Dobbiamo premettere che la filosofia del “bisturi sempre” non ci appartiene: bisogna fare un distinguo tra una chirurgia più conservativa per rapporto ad una chirurgia più incisiva. Ad esempio: un intervento di riallineamento delle ginocchia comporta il procrastinare la chirurgia protesica nei pazienti cinquantenni. Anche se bisogna comunque ammettere che la chirurgia protesica ha fatto passi da gigante: i pazienti camminano senza l’ausilio di stampelle già dal giorno successivo all’intervento. Per dire due parole sulla chirurgia artroscopica, possiamo riassumere che essa ha rivoluzionato l’ortopedia ed è impiegata correntemente nel trattamento di patologie meniscali, ricostruzioni legamentose e cartilaginee. Il grande vantaggio della mini invasività comporta un recupero più rapido, minor dolore e degenza contenuta, senza dimenticare la fase riabilitativa che sarà più rapida".

Lei è stato il più giovane chirurgo ortopedico a potersi fregiare del prestigioso premio di ESSKA (nel 1989); ritornando al contributo della sua presenza ad Ars Medica a Gravesano:

"Oggi sono io a ritrovarmi nelle vesti di responsabile del tour europeo negli USA (ndr: appena concluso a luglio 2017), durante il quale abbiamo portato e trasmesso tutta la nostra esperienza in ambito chirurgico ortopedico, come già le dicevo, visitando prestigiose Università in Canada e negli USA. Qui nella Clinica Ars Medica stiamo lavorando perché si possa creare un centro di eccellenza (ESSKA teaching center) per i chirurghi ortopedici in formazione: stiamo aspettando le nuove application, in modo che la Clinica Ars Medica possa imboccare questa strada e diventare un luogo in grado di ospitare chirurghi ortopedici provenienti da tutto il Mondo per insegnare loro la chirurgia del ginocchio e artroscopica di tutte le articolazioni".

Redazione | 12 ott 2017 11:32

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