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La nuova macchina Discovery™ DXA di Hologic

La nuova macchina Discovery™ DXA di Hologic per la densitometria ossea in Sant’Anna

Il Servizio di radiologia delle Cliniche Sant’Anna e Ars Medica punta da sempre sul rinnovamento e l’innovazione. Con quasi 50mila esami all’anno, che coprono tutte le discipline mediche, dalla senologia all’oncologia, dalla neonatologia all’ortopedia e traumatologia, senza tralasciare la chirurgia e la medicina interna, dall’inizio del 2016 si presenta come un servizio unificato diretto dalla Dott.ssa Paola Rodoni Cassis.
In Clinica Sant’Anna il focus è sulla medicina femminile, un ambito al quale è stata dedicata particolare attenzione creando un vero e proprio centro di diagnostica per immagini per la donna che oggi è diventato un punto di riferimento per tutte le donne del territorio (nella foto, con la Dr.ssa Rodoni, il team che si occupa della diagnostica per immagini al femminile). Il parco macchine è ampio e offre la possibilità di realizzare in una sola sede svariati esami, soprattutto di tipo senologico e ginecologico. Nel nuovo Spazio Donna dotato di un ecografo dedicato e di un mammografo digitale Hologic Selenia Dimensions, con programma di tomosintesi che permette di fare biopsie vacuum assisted, è appena stata installata la macchina dedicata alla densitometria ossea. Il sistema per densitometria ossea Discovery™ DXA di Hologic è una piattaforma singola e innovativa che fornisce immagini di alta qualità permettendo ai medici di prendere decisioni mirate relative al trattamento dell'osteoporosi. A breve nello Spazio Donna sarà possibile eseguire mammografie con il mezzo di contrasto e biopsie mammarie sotto controllo di risonanza magnetica.
Nel mese di febbraio è inoltre entrato a far parte del team dei medici radiologi delle due cliniche, il Dr. Gianluca Fetz, FMH in Radiologia e in Neuroradiologia diagnostica. Il Dr. Fetz ha ricoperto per 5 anni il ruolo di medico assistente presso il Dipartimento di radiologia diagnostica e interventistica del Centro ospedaliero universitario vodese di Losanna, dove negli ultimi due anni è stato anche medico capo clinica. Vanta inoltre un’esperienza all’Ospedale Cochin di Parigi dove si è occupato di radiologia osteoarticolare.

PER SAPERNE DI PIÙ: Abbiamo rivolto 3 domande alla Dr.ssa Paola Rodoni Cassis, Specialista FMH in Radiologia e Responsabile Servizio di radiologia Clinica Sant’Anna e Clinica Ars Medica.

1. Che cosa è la densitometria ossea?

La densitometria ossea, chiamata anche con la sigla MOC è un esame non invasivo in grado di determinare la Densità Minerale Ossea di tutto o parte del nostro scheletro. Sono a disposizione diverse tecniche. La più frequentemente usata si basa sull’assorbimento dei raggi X da parte dell’osso (dual energy X-ray absorptiometry o DEXA), che viene determinato dal contenuto calcico. Altre tecniche comprendono l’utilizzo della TAC o degli ultrasuoni. Unicamente gli esami con tecnologia DEXA, come la macchina Discovery™ DXA di Hologic, sono presi a carico, a certe condizioni, dall’assicurazione malattia obbligatoria.

2. Quando si usa?

L’obiettivo di misurare il contenuto minerale osseo è quello di ottenere dati diagnostici e informazioni prognostiche sulla probabilità che il paziente abbia a soffrire in futuro di una frattura dovuta a osteoporosi. Oltre alla diagnosi la MOC permette di monitorare la risposta a un trattamento contro l’osteoporosi. È anche possibile valutare il rischio di malattie cardiovascolari determinando la composizione corporea di massa grassa e massa magra /muscolare. Nell’ambito LaMal, il costo dell’esame è rimborsato dalle assicurazioni malattia solo in caso di manifesta osteoporosi e dopo una frattura senza trauma adeguato, in caso di malattie endocrinologiche, di malattie gastro-intestinali con sindrome di malassorbimento e nell’HIV.

3. Come funziona?

La MOC utilizza i raggi X che attraversando il corpo vengono assorbiti dai diversi tessuti e, in modo particolare, dalle ossa grazie al loro contenuto calcico. Per la valutazione la macchina fornisce due indicatori statistici, il T-score e lo Z-score. Il T-score permette di stabilire la differenza tra la densità minerale ossea dell’individuo e la densità che ci si aspetta di avere in un giovane sano di 25 anni. Viene di solito determinato a livello della colonna lombare e del femore prossimale. Nel caso un paziente abbia un T-score maggiore di -1 la mineralizzazione è nella norma, mentre per valori inferiori a -2.5 si è in presenza di un’osteoporosi. Il Z-score descrive la differenza tra densità minerale ossea dell’individuo e il valore medio per un gruppo dello stesso sesso ed età. Lo si usa soprattutto per bambini e adolescenti.

Red. Online | 17 mag 2017 17:24