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La nuova TAC spettrale IQon in Clinica Sant'Anna

Il servizio di radiologia della Clinica Sant’Anna ha istallato in agosto 2016 la nuova TAC spettrale Philips IQon

La nuova TAC IQon della Philips, intallata a Sorengo, è la prima TAC che dispone del nuovo detettore spettrale. E’ concepita per ottenere informazioni spettrali, che permettono di caratterizzare i tessuti e le lesioni, di valutare la risposta alla terapia attraverso l’impregnazione contrastografica e di ridurre il numero di reperti di origine indeterminata. Le informazioni spettrali sono il risultato di ricostruzioni retrospettive a partire dai dati originali acquisiti durante l’esame TAC convenzionale. Sono salvate nel PACS e a disposizione per la loro analisi in qualsiasi momento, senza bisogno di riconvocare il paziente per ulteriori acquisizioni, riducendo quindi il carico di irradiazione. Solo due apparecchi di questo tipo sono stati installati in Svizzera, uno alla Clinica di Genolier (VD) e uno alla Clinica Sant’Anna di Sorengo, entrambe membri di Swiss Medical Network.

Come funziona

Come la luce bianca che è composta dall’intero spettro di colori, anche il fascio di raggi X emesso dalla TAC comprende uno spettro di fotoni con un range da bassa ad alta energia. Il detettore spettrale della Philips è in grado di distinguere simultaneamente tra fotoni ad alta e bassa energia, grazie a una tecnologia innovativa. Sfruttando il numero atomico specifico, l’analisi spettrale permette di determinare gli elementi della materia, come lo iodio, il calcio e l’urato. Ai diversi elementi è abbinato un colore che li distingue sulle immagini TAC. L’acquisizione dei dati è volumetrica e i risultati spettrali possono essere visuliizzati in modo tridimensionale nei 3 piani anatomici, nella scala dei grigi o a colori. Le ricostruzioni spettrali includono immagini MonoE, Virtual non-contrast (VNC), Iodine no H2O, Iodine only, Effective atomic number (Effective Z).

Il flusso di lavoro non cambia

Diversamente dalle TAC di altri produttori, non è necessario cambiare il protocollo di acquisizione e decidere anticipatamente se sia necessaria un’analisi spettrale. Non si deve nemmeno realizzare una seconda acquisizione che porterebbe a un aumento della dose d’irradiazione al paziente. In un unico scan vengono acquisite le immagini convenzionali e i dati spettrali, che vengono inviati al PACS e sono a disposizione per un’analisi retrospettiva in qualsiasi momento. In caso di reperti incidentali, non è necessario riconvocare il paziente per immagini supplementari.

Principali analisi

  • Immagini MonoE ad alta energia: si ottiene una riduzione degli artefatti, per esempio di impianti metallici
  • Immagini MonoE a bassa energia: accentuano la visualizzazione del contrasto iodato
  • Immagini Virtual non-contrast (VNC): si ottengono immagini corrispondenti alla fase nativa (senza contrasto) a partire da un’acquisizione direttamente con mezzo di contrasto, permettendo di evitare una scansione e quindi di ridurre la dose d’irradiazione al paziente
  • Immagini Iodine no H2O: vengono soppressi i tessuti simili all’acqua, mettendo in evidenza i tessuti solidi che presentano una presa di contrasto iodato
  • Immagini Iodine only: tutti i tessuti che non contengono iodio vengono soppressi, si aumenta la visualizzazione del contrasto iodato
  • Immagini Effective atomic number (Effective Z): ogni tessuto viene rappresentato con il suo numero atomico effettivo, permettendo per esempio di caratterizzare i calcoli renali (calcoli di ossalato di calcio o di acido urico).
Red. Online | 9 ott 2016 08:00