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"Ars Ortopedica" compie 15 anni

L'alleanza di 21 chirurgi ortopedici verrà celebrata sabato 15 ottobre con un convegno alla Ars Medica di Gravesano

Compie 15 anni Ars Ortopedica, un’alleanza fra 21 specialisti in ortopedia e traumatologia che lavorano in Ticino e “coprono” tutte le patologie delle ossa e delle articolazioni, con tecniche e strumenti sempre più avanzati.

 

Per ricordare l’anniversario, sabato 15 ottobre alla Clinica Ars Medica di Gravesano verrà organizzata una mattinata di studio e di celebrazioni, con inizio alle 9.30. «Ars Ortopedica, che è un’associazione depositata presso l’Ufficio del registro di commercio, raccoglie specialisti di valore, molto appassionati alla loro attività clinica e scientifica, e molto attenti ai bisogni dei pazienti - spiega il presidente Ivan Tami, specialista in chirurgia della mano, ortopedia e traumatologia, e fondatore del Centro manoegomito. - L’Associazione era partita con cinque medici, e ora è cresciuta molto. Entro breve, saremo in 25, allargando l’orizzonte anche alla reumatologia, all’ortopedia conservativa, all’ortogeriatria, alla neurologia e alla medicina dello sport.

Nel 2001, quando quest’avventura è cominciata, gli specialisti che avevano deciso di “collegarsi” fra loro lavoravano tutti alla Clinica Ars Medica. I medici dell’Associazione, adesso, collaborano anche con l’Ente Ospedaliero Cantonale e con la Clinica Santa Chiara, e hanno sviluppato sinergie con realtà già presenti sul territorio, nell’ambito della medicina ambulatoriale, come il Centro Medico a Chiasso e a Lugano, e altri ancora».

Per festeggiare, sabato non mancheranno i brindisi (alle 11), ma prima si parlerà di sciatalgie (cioè di dolori provocati dal nervo sciatico), reumatismi, dolori all’anca e altro.
«Sono molto orgoglioso di questa nostra Associazione - dice Tami - perché funziona bene e permette di organizzare in modo molto efficiente e capillare un servizio d’eccellenza per le problematiche legate all’apparato locomotore, e non solo, anche per i pazienti che vivono nelle zone più periferiche. Tutto questo aiuterà a smentire, spero, quel pregiudizio, ancora presente in molte persone, secondo cui i medici delle cliniche private approfittano della “polpa” della sanità (e lasciano le complicazioni all’ente pubblico). In realtà noi lavoriamo per portare il meglio delle terapie in Ticino e per essere un punto di riferimento nel settore delle patologie di braccia, gambe e schiena: anche delle patologie più complicate».

Le tecniche sono migliorate moltissimo negli ultimi anni. «L’artroscopia, cioè la chirurgia mininvasiva delle articolazioni, permette, ad esempio, di effettuare interventi più accurati con minori problemi collaterali per i pazienti - spiega Tami. - Il chirurgo inserisce una microtelecamera, tramite una piccola incisione nella pelle, e poi usa strumenti adattati alla tecnica artroscopica che consentono di eseguire l’operazione. I tempi di degenza in ospedale sono ridotti al minimo e il recupero dell’arto operato è, in genere, molto più rapido, rispetto alle tecniche tradizionali. Anche le cicatrici sono ridotte al minimo e quindi il paziente ne ha un beneficio funzionale e pure estetico. Certo, occorre un lungo apprendimento, prima di poter operare in artroscopia. E il chirurgo deve comunque conoscere anche le tecniche più tradizionali (quelle definite a cielo aperto)».
Lo sviluppo tecnologico sta rivoluzionando l’ortopedia anche in altri modi. «Utilizziamo ricostruzioni in 3D delle ossa e delle articolazioni da operare - continua Tami. - A livello svizzero non siamo in tanti a farlo... Come funziona? Le immagini della TAC vengono “tradotte” in un formato particolare, chiamato STL (STereoLithography), che consente poi di ottenere un modello tridimensionale dell’osso da operare, in grandezza naturale. Il modello è in gesso, polimeri termoplastici, o resina, ed esce direttamente da un’apposita stampante, molto sofisticata. I vantaggi per il chirurgo ortopedico sono evidenti: avendo letteralmente in mano, qualche giorno prima di entrare in sala operatoria, il modello delle ossa su cui dovrà intervenire, può “toccare” la frattura e decidere la strategia da adottare. Per esempio, può scegliere le placche da usare, e può provare a sistemarle sulla ricostruzione in 3D. Molto meglio farlo prima, con calma, e non direttamente durante l’operazione».

L’alleanza fra i colleghi aiuta a curare meglio i pazienti, ma non è limitata al gruppo di Ars Ortopedica. «Entrando in contatto con colleghi a livello internazionale, possiamo scambiarci informazioni e chiedere veri e propri consulti, senza dover trasferire il paziente - dice Tami. - Le risposte possono arrivare da Parigi, Berlino, o anche da specialisti che lavorano negli Stati Uniti. Ma c’è poi un’altra rete, più vicina, ed è quella degli ortopedici con cui ognuno di noi ha lavorato in altre università, o strutture ospedaliere svizzere. È già successo che colleghi dell’Ospedale Universitario di Zurigo o della Clinica Schulthess, dove ho lavorato diversi anni, siano venuti in Ars Medica a operare, con me, nei casi più complessi, evitando al paziente di doversi spostare. In Ticino possiamo ormai trattare il 90-95% delle patologie dell’apparato locomotore».

Alla clinica Ars Medica vengono eseguiti circa 3.400 interventi l’anno, ed è attivo il pronto soccorso ortopedico con più di 10.000 casi all’anno, dalle 8 alle 20, tutti giorni (durante i weekend e nei giorni festivi l’orario è ridotto dalle 10 alle 18). «Ma aiutiamo anche giovani medici a specializzarsi - aggiunge Tami. - Il mio Centro manoegomito è anzi l’unico, in Ticino, ad avere l’autorizzazione dell’ISFM per la formazione di medici in chirurgia della mano (l’ISFM è l’Istituto svizzero per la formazione medica). D’altronde, un bravo medico non può limitarsi a un’idea riduttiva della sua professione. Deve farsi coinvolgere moltissimo dalle persone: dai pazienti, naturalmente (ascoltandoli, curandoli al meglio), ma anche dai giovani medici, che vanno aiutati a decollare...»

 

Eugenio Celesti | 14 ott 2016 07:15

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