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"Tifosi serbi aggressivi, hanno rovinato il clima di festa"

Il racconto di un ticinese che ha assistito a Svizzera-Serbia. "Contro Shaqiri bordate di fischi da far tremare lo stadio"

“È stata una grande emozione veder giocare la Nazionale, ma quando senti certe cose e vedi gente che non sa comportarsi vien da pensare che sarebbe stato meglio assistere una partita di una Nazionale sudamericana, dove ti bevi una birra in compagnia anche in caso di sconfitta”. A parlare è un giovane ticinese che venerdì sera ha assistito alla partita tra Svizzera e Serbia, vinta dalla selezione di Vlado Petkovic non senza uno strascico polemico.

“L’atmosfera di festa e di sport è stata rovinata dal contesto politico”, ha spiegato a Ticinonews. Che sarebbe stata una partita molto sentita lo si è potuto intuire già 8 ore prima. “La tensione tra i tifosi serbi si è avvertita già a mezzogiorno. Non a livelli di rischiare una rissa per strada ma si sentiva che volevano metterla sul piano politico. Ho sentito di un ragazzo, anche lui ticinese, che si è preso un bicchiere di birra in testa e io stesso sono stato minacciato perché scambiato per un tifoso albanese. Ma il tutto, come detto, si è fermato ad ’aggressioni’ verbali”

Il clima di tensione, ovviamente, lo si è avvertito anche e soprattutto all’interno dello stadio. “Durante il primo tempo (che la Serbia ha dominato, ndr) il tifo è stato smisurato, su 33'000 tifosi almeno 20'000 erano serbi. Ma appena la Svizzera ha segnato l’1-1 è calato il silenzio”. Silenzio che è diventato tombale con il gol di Xherdan Shaqiri al 91’. “Non so nemmeno se gli spettatori abbiano visto il gesto dell’aquila - ci ha spiegato il nostro interlocutore - In televisione non è stato possibile percepire i pesanti insulti rivolti ai giocatori di origine albanese e la bordata di fischi da far tremare lo stadio ogni volta che Shaqiri toccava palla. Posso capire come mai abbia esultato così dopo il gol”.

Fortunatamente , nonostante la sconfitta, non ci sono stati problemi di sorta, neppure all’uscita dello stadio. “Non ci siamo mai sentiti in pericolo però il clima era indubbiamente teso”.

Redazione | 25 giu 2018 10:15

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