Accedi
Commenti

I mondiali indoor di atletica raccontati dal campione svizzero!

Adriano Engelhardt: "A Birmingham si è visto un record. Ma lo hanno stabilito i giudici..."

Se tra una notizia di calcio e una di hockey, un’altra di calcio e un’altra di hockey, siete incappati in questo articolo, si può dire che la sorte mi è amica (oppure che vuole giocare un brutto scherzo a chi legge). Approfitto dunque del momentaneo attimo di smarrimento del lettore per lanciare subito l’esca e rivelare, con un po’ di teatralità, che nello scorso fine settimana, a Birmingham, in occasione dei campionati del mondo indoor è stata riscritta la storia dell’atletica leggera.

Chi si è mai reso protagonista di questa prodezza sportiva? Purtroppo nessun atleta, ma bensì i giudici, i quali in una batteria dei 400m piani hanno squalificato tutti e 5 gli atleti. Chi per partenza falsa e chi per invasione di corsia. Significativo è anche un altro dato: nel corso di tutta la rassegna iridata sono stati squalificati ben 23 atleti. Giudici troppo puntigliosi, o sportivi che hanno improvvisamente scordato le regole del gioco? Non si sa, ma in ogni caso qualcosa andrà rivisto.

Dalle corsie alle corse, perché una rubrica di running questa pur sempre è! In casa rossocrociata iniziamo subito dalla sprinter ticinese Ajla del Ponte, la quale si è permessa il lusso di raggiungere le semifinali nei 60m femminili. Cosa non da poco, per chi si affaccia per la prima volta alla ribalta mondiale della velocità in ambito individuale. Nonostante la giovane rappresentante dell’US Ascona si sia dichiarata, ai microfoni di athle.ch, non del tutto soddisfatta dei tempi registrati in batteria (7”31) e in semifinale (7”40), siamo sicuri che l’esperienza al coperto le sarà utile, soprattutto in vista dei Campionati Europei di Berlino (7.8 – 12.8).

Chi si presenterà con nutrite ambizioni sul tar tan tedesco sarà certamente anche Mujinga Kambundji (ST Bern), la quale ha confermato il suo eccellente inverno, andando a cogliere una magnifica medaglia di bronzo nella finale dei 60m piani, dietro alle donne – jet ivoriane Ta Lou e Ahouré, rispettivamente seconda e prima classificata. Il medagliere svizzero avrebbe potuto essere rimpolpato dalla vodese Lea Sprunger (COVA Nyon), la quale si è qualificata di diritto per la finale dei 400m, andando a vincere con autorità la propria batteria. Peccato che la severa falce dei giudici abbia tagliato le ali pure a lei. Dati alla mano, la specialista dei 400h avrebbe potuto inserirsi nella mischia per una medaglia, forse anche quella del colore più bello. Speriamo che il rammarico possa tramutarsi in motivazione per lasciare il segno nella stagione all’aperto.

Chi ha avuto invece la possibilità di tentare l’assalto a uno dei tre metalli preziosi, è stata la sangallese Selina Büchel (KTV Bütschwil). Purtroppo, nella sua finale sugli 800m, la tenace mezzofondista non è riuscita ad andare oltre il 6° rango. Nonostante un velo di temporanea delusione, bisogna sottolineare la consistenza e la costanza della duplice campionesse europea indoor in sala, la quale da ormai 4 anni, si conferma tra le migliori interpreti del doppio giro di pista al coperto a livello globale. Per concludere il bilancio, giudicato come positivo da Swiss Athletics, è giusto menzionare anche il debutto del giovane ostacolista Jason Jospeh (LC Therwil) e il secondo miglior risultato in carriera per la penthatleta Caroline Agnou (SATUS – Biel Stadt).

Per le vostre corse non preoccupatevi, nessuno verrà a sanzionarvi per invasione di corsia o falsa partenza. Allacciatevi le scarpette e lanciatevi all’inseguimento della vostra medaglia, potrebbe regalarvi più di una sorpresa!

Adriano Engelhardt

Redazione | 8 mar 2018 22:15

Vuoi dire la tua sull'argomento? Clicca 'Commenti'