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Renzetti: "Sono il primo che deve fare un passo indietro"

Il presidente del FC Lugano chiede aiuto a tutti per arrestare il momento negativo. "Tami sta lavorando bene"

Il presidente del FC Lugano Angelo Renzetti ha indetto oggi una conferenza stampa. Qui di seguito le sue principali dichiarazioni.

"È bello fare il Davide contro Golia, ma..."

"L'anno scorso abbiamo conquistato il terzo posto e l'Europa League, ma in questo ultimo mese e mezzo ci è venuta addosso una valanga. Io non posso fermare questa valanga da solo, ho bisogno di tutti. Noi siamo una società che ha un budget da squadra di Serie B, ma stiamo giocando con i grandi, stiamo giocando in Europa. Tutte cose che sapevamo e magari ci crogiolavamo anche, perché è bello fare il Davide contro Golia. Ma poi ci si scontra con la realtà."

"Ci sono difficoltà oggettive"

"Ci sono delle difficoltà oggettive, come la mancanza di pubblico a Cornaredo, al fatto che dobbiamo pagare milioni per lo stadio, al fatto che giochiamo con lo Steaua Bucarest e non incassiamo nemmeno i soldi che ci è costata la trasferta. Al fatto che c'è il San Gottardo chiuso."

"Io guido la società da solo"

"Per me è avvilente non poter dare delle gratificazioni ai giocatori, perché con loro mi sento come un padre con i suoi figli. Io però guido la società da solo. il CdA del Lugano è Renzetti Renzetti Renzetti. Io non ho mai chiesto soldi a nessuno, ma bisogna rendersi conto che abbiamo una squadra che sta facendo qualcosa di più grande di sè. Quindi una sensibilità minima da parte vostra ci vuole. So anch'io che manca la punta, manca questo, manca quest'altro. Però io l'aiuto che voglio da tutti è che non stiamo lì a dire cosa manca, ma cerchiamo di vedere cosa fare per salvarci. perché il Lugano è un bene di tutti. Perché se fate vedere le partite con un certo share alla RSI è perché c'è il Lugano in serie A."

"I vallesani e i ticinesi"

"La cosa che devo chiedervi è questa: un minimo di sensibilità verso chi ha fatto dei sacrifici enormi. È un po' il ragionamento che volevo portarvi. In Svizzera l'istinto dei vallesani è picchiare le persone e dicono ancora che i vallesani sono così. I ticinesi come sono? Dobbiamo essere ticinesi fino in fondo. Io non voglio dire che non potete criticare la squadra..."

"Siamo stati molto sfortunati"

"Noi dobbiamo cercare opportunità, ma è evidente che cercando le opportunità non sempre ci si azzecca. Al di là di tutto, il nostro problema è dato un po' mentalmente, perché siamo stati molto sfortunati. Abbiamo avuto anche delle situazioni che non ci hanno aiutato, mi riferisco alla partita di San Gallo, a quella di Zurigo e ad altre."

"Gestire una situazione del genere non è facile per nessuno. Perché quando perdi una partita per un errore marchiano, evidentemente gestire queste sconfitte in un campionato a dieci squadre così difficile, con un allenatore nuovo che anche lui è un uomo e può sbagliare, è difficile. Anch'io tantissimo sbaglio."

"Se avete bisogno di spiegazioni, ve le do, piuttosto che scrivere cose che non corrispondono alla realtà."

"Ho letto di Seedorf e altri, ma Tami resta"

"Io sono il primo che deve fare un passo indietro, perché anch'io a mio modo mi sono un po' esaltato. Credo che anche la squadra ha capito benissimo che un passo indietro lo deve fare. Lo staff tecnico anche deve fare un passo indietro, perché io non intendo cambiare allenatore. Ho letto di Seedorf, di altri, ma è gente che si fa avanti da sola e che mi chiede appuntamenti. Non vi dico quanti messaggi ricevo da gente che si propone. Tami resta, non mi passa nell'anticamera del cervello di cambiare allenatore. So che Tami sta lavorando bene. Si lavora anche sbagliando. Tami, anche se ha fatto degli errori, li ha immagazzinati, li sta ruminando e probabilmente arriverà alla soluzione."

"Sadiku è andato a giocare non so dove..."

"Non penso che dipendevamo da Sadiku e Alioski. Tant'è che Sadiku a Zurigo l'hanno ceduto, non giocava tanto. Adesso è andato a giocare non so dove... Alioski l'abbiamo preso come terzino e l'abbiamo venduto come una punta, ma anche lui in serie B inglese ha fatto un solo gol. Io veramente vi chiedo di non parlare più del passato, parliamo del presente e cerchiamo di tirarci insieme. la Super League è un bene prezioso per il Ticino, quindi dobbiamo metterci insieme senza guardare nello specchietto retrovisore."

"La rosa e l'allenatore sono all'altezza"

"Sono ancora convinto adesso che abbiamo una rosa all'altezza. Però abbiamo bisogno anche un po' di fortuna. L'anno scorso abbiamo vinto una partita a Losanna senza fare niente, con un colpo di ginocchio di Sabbatini. Io oggi volevo venire con una lavagna, dove mettevo due giocatori in ogni ruolo, come mi ero messo in testa. Però non l'ho fatto. È un momento difficile e quando bisogna gestire queste situazioni, subentrano tante cose. Faccio un esempio, l'acquisto di Ledesma andava un po' contro i miei principi. Ha una certa età, ha un costo. Ma me ne sono fatto una ragione per due motivi. In primis perché era una richiesta dell'allenatore. Ma anche perché mi sono detto che in una rosa come la nostra un giocatore esperto che entra a venti minuti dalla fine e riesce a creare geometrie, a insegnare ai neofiti, può fare al caso nostro. Se poi non arrivano i risultati è normale che l'allenatore vada in crisi anche lui. Non è una critica a lui, ma alla fine i giocatori nuovi bisogna adattarli, coccolarli."

"Io penso che Tami sia una persona seria e di esperienza. Mi ricordo un altro allenatore che di fronte alle difficoltà, invece, è scappato di notte..."

"Compattiamoci"

"Noi vogliamo restare in Super League. Sappiamo che è difficile, sappiamo che siamo passati dalle stelle alle stalle. Abbiamo quindici giorni davanti durante i quali prepararci, scambiarci le opinioni, ma fatemi un favore: parliamo solo delle cose che possono aiutarci."

"Ho deciso di fare questa conferenza stampa per cercare di compattare tutti perché, lo ripeto, il Lugano in Serie A è un bene di tutti i ticinesi. Quindi dobbiamo aiutarci, dobbiamo crederci."

Domanda: Renzetti se la sente ancora di fare il presidente del Lugano?

"A me piace fare il presidente e ci metto l'anima. Ci sono dei gruppi che si fanno avanti, ma alla fine non c'è mai dietro niente. E io penso che una società come il Lugano debba essere gestita da persone locali."

"Dipende da chi si presenta con me. Se si presenta qualcuno che mi paga la società, io la vendo anche. Se si presenta qualcuno che vuole darmi una mano ed entrare in società, sarei ancora più contento perché resterei in sella e non avrei tutto il peso sulle spalle. Ma voglio qualcosa di serio, non barzellette."

 

Redazione | 4 ott 2017 14:24

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