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“Non so ancora dove andrò, per ora vivo la mia vita”

Pierluigi Tami, fresco di esonero dal Grasshopper, ci parla del suo futuro e di quello del calcio cantonale

Pierluigi Tami, dopo l’esonero dalla panchina delle cavallette, sta trascorrendo serenamente le giornate con i propri affetti, regalandosi quei momenti che una carriera da allenatore di Super League preclude. Approfittiamo di questa fase di ricarica delle energie per parlare della sua situazione e di quella del calcio in Ticino.

Mister, vive ancora a Zurigo o si sta cercando nuovi lidi calcistici?

"Fino a luglio risiederemo a Zurigo poi si vedrà, l’addio al GC è cosa fresca e per questo non mi metto pressione. Di contatti ce ne sono stati ma è ancora troppo presto per parlare di qualcosa di concreto. Ripeto, al momento desidero vivere una vita serena e fare tutte quelle cose che quando alleni ti mancano."

"A Zurigo ho vissuto due anni stimolanti e intensi e ora non mi dispiace toccare un attimo il freno. In questi momenti occorre attendere l’opzione giusta che sicuramente si presenterà, non so ancora se a livello nazionale o estero."

Ci può dare qualche dettaglio sui contatti che ha avuto?

"Per ora non c’è molto da dire, non so neppure se ripartirò la prossima stagione o attenderò un po’. L’interesse c’è stato ma nulla di più e va bene così."

Parlando del FC Lugano, la squadra del Ceresio riuscirà a conquistare un posto in Europa League?

"Secondo me tutto è aperto e questo è un bene. La squadra è solida e molto motivata. La cosa importante ora è la continuità, grazie alla quale si possono fare grandi cose, e il Lugano, sotto questo aspetto, ha dimostrato di averne. Questa loro attitudine ha permesso alla compagine di posizionarsi bene in classifica e mi auguro che tengano duro."

Un nuovo stadio in Ticino non servirebbe?

"Decisamente. Il FC Lugano rappresenta il nostro Cantone in Super League e credo che lo debba fare nel migliore dei modi. Lo stadio serve a dare quel valore aggiunto al gruppo e alla società, spero si smetta di parlare e si passi alla realizzazione vera e propria. Una struttura moderna non supporta solo, fisicamente, chi viene a vedere le partite ma anche i giocatori e tutto lo staff."

Sempre in Ticino ma sponda Chiasso, la squadra si salverà?

"È decisamente una bella lotta! Durante queste giornate di ritorno sono rimasto positivamente impressionato dal Chiasso, ha saputo coniugare dedizione e coraggio, schierando giocatori interessanti e validi. Ora è il momento di mantenere la calma e la tranquillità necessarie in modo da mantenere alto lo spirito di gruppo. Non sempre tutto quanto viene profuso si tramuta in risultati positivi ma si deve tenere duro dato che quella è la strada giusta."

 Loris D'Agostin

Redazione | 21 apr 2017 10:10

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