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"Non ho ancora accettato la riduzione"

Mattia Bottani sulla situazione del Wil: "Bisogna venirsi incontro". E la SFL apre un procedimento contro il club

Proseguono serrate le trattative tra il Wil e i calciatori della rosa. In seguito alla fuga degli investitori turchi, ricordiamo, la dirigenza si è trovata confrontata con lo spettro del fallimento. Da qui il cambio di rotta, sotto forma dei tagli alle spese. A essere toccati, ovviamente, gli emolumenti percepiti dai calciatori.

Il nuovo numero uno del club, l’ex presidente Roger Bigger (che aveva venduto alla cordata turca) ora tornato al timone, ha offerto due vie ai tesserati: libertà assoluta nel trovarsi una nuova squadra oppure una riduzione dell’ingaggio. Il primo ad andarsene è stato l’ex Chievo Paul Papp, seguito in questi giorni dall’attaccante lettone Arturs Karasausks. Chi potrebbe lasciare il club a breve è il terzino congolese Igor Nganga.

Altri tesserati, come l’ex nazionale Johan Vonlanthen, hanno invece accettato la decurtazione dello stipendio. Ma diversi altri calciatori in rosa sono ancora in trattative con il club. Tra di loro anche il ticinese Mattia Bottani: “Non ho ancora accettato, la trattativa con il club è ancora in corso - ci dice – Nessuno di noi vuole che il club fallisca ma è necessario che entrambe le parti si vengano incontro”.

Già, perché il capitolo stipendi è decisamente spinoso. La proprietà turca ha infatti siglato contratti con retribuzioni molto alte per la categoria e, come evidenziato dallo stesso Vonlanthen (vedi articolo suggerito), per alcuni tesserati sarebbe quasi più conveniente finire in disoccupazione. “Gli stipendi sono alti - ammette Bottani - e le riduzioni che ci hanno proposto hanno conseguenze finanziare importanti per molti calciatori. Se non accettiamo il club fallisce, ma nessuno vuole arrivare a tanto”.

Un sacrificio da parte dei giocatori è quindi inevitabile, ma la dirigenza non è certo esente da colpe. “Bigger vuole che rinunciamo a tutto dopo che la proprietà è sparita nel nulla con due mesi di stipendi arretrati…”, ha rimarcato Bottani. Ed è proprio il nuovo presidente una delle figure più contestate dell’intera vicenda. “Bigger ha venduto ai turchi in modo avventato e nonostante le nostre perplessità – aveva detto ai nostri microfoni il presidente del Lugano Angelo Renzetti - Non si capisce come faccia a essere ancora in Federazione dal momento che non è più presidente del Wil”. E le preoccupazioni del patron bianconero non sono certo le uniche: Bigger è anche capo delle finanze della Swiss Football League, e sono in molti a chiedersi come mai non si fosse accorto del terremoto finanziario che stava per abbattersi sul club.

Ma lo stesso Bigger aveva sempre difeso la sua scelta: “Chissà, forse la città ha davvero perso l’occasione di far investire qui uno degli uomini più ricchi del pianeta”, aveva commentato al Blick dopo la notizia dei ritardi al progetto del nuovo stadio che avevano irritato la proprietà turca.

Intanto, come ci conferma lo stesso Bottani, a Wil regna l’incertezza. Sfumato il ritorno a Lugano, almeno per questa sessione di mercato, se ne riparlerà verosimilmente quest’estate. A far ben sperare in un ritorno del ‘Botta’ a Cornaredo sono gli apprezzamenti espressi negli scorsi giorni dallo stesso Renzetti. Lasciate quindi definitivamente alle spalle le polemiche sorte in seguito al suo trasferimento: “È stata una separazione consensuale. Le polemiche lasciano il tempo che trovano e con il presidente Renzetti ho un ottimo rapporto”.

Tornando al presente, c’è da sistemare la questione ancora aperta con la proprietà. “Ci vorrà almeno una decina di giorni, il mercato per gli svincolati è aperto fino al 28 febbraio”, conclude Bottani.

Ma ad aggiungere il danno alla beffa è notizia riportata dal St Galler Tagblatt della recente apertura di un procedimento contro il club da parte della Swiss Football Legaue per presunte irregolarità nella cessione del pacchetto azionario da parte della MNG-Group, la società con sede a Dubai del magnate Mehmet Nazif Günal, a una terza società. L'accusa è di "cambiamento non autorizzato dell'azionariato del club" e le conseguenze potrebbero essere decisamente gravi, addirittura una penalizzazione in classifica.

 

nic

Redazione | 17 feb 2017 15:00

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