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Pedrosa al fotofinish

A Brno bella battaglia tra Pedrosa e Lorenzo. Ora tra i due ci sono solo 13 punti con Lorenzo davanti

Dodicesimo appuntamento con il motomondiale. Si corre in Cechia, a Brno. La novità di questi ultimi giorni è che Casey Stoner rimasto vittima di un incidente durante le prove del passato GP di Indianapolis, ha deciso di tornare in Australia a curarsi. Aveva corso il GP americano, ma in condizioni proibitive. Potrebbe tornare per il GP del Giappone, almeno così ha dichiarato.

A questo punto la lotta per il mondiale si riduce a due contendenti: Jorge Lorenzo su Yamaha e Dani Pedrosa su Honda.

Tra i due ci sono solo 18 punti: Lorenzo 225 e Pedrosa 107. Compreso quello odierno mancano ancora 7 gare.

A Brno si parte con l’asciutto, ma le condizioni climatiche non sono ottimali e non è da escludere che arrivi la pioggia. In pole position troviamo Lorenzo, seguito da Crutchlow e Pedrosa. In seconda fila Spies, Dovizioso e un buon Valentino Rossi.

Si parte con Lorenzo che lascia tutti a capire cosa sia successo. Si mette davanti come un fulmine e l’unico che riesce a tenerlo è Pedrosa. Dietro Crutchlow, Dovizioso che battaglia con Rossi.

La moto di Valentino Rossi fa fumo. Non è una metafora. Fa veramente fumo. Un fumo bianco che esce dalla sua Ducati ma che non sembra, per il momento, inficiare le prestazioni della sua moto. Anche Spies sembra avere problemi alla moto e perde tutte le posizioni.

Mancano 20 giri dei 23 previsti. Le posizioni sono immutate. I distacchi tra i piloto non sono abissali. Nemmeno Lorenzo e Pedrosa riescono a fare veramente il vuoto. Intanto riappare Ben Spies. Mistero su cosa sia successo, comunque l’americano comincia a recuperare, partendo dall’umiliare tutte le CRT (ma che senso hanno?).

17 giri al termine. Davanti forse si gioca il mondiale. Lorenzo ancora in testa con Pedrosa che non lo molla di un metro. Spies è tornato in 8. posizione, per la cronaca. Al terzo posto ancora Crutchlow, quarto Dovizioso. Rossi è quinto. Sembra che la sua moto vada tranquilla.

Quando mancano 14 giri davanti Lorenzo e Pedrosa continuano a giocare al gatto e al topo. Dietro non cambia nulla e Ben Spies finisce a gambe all’aria. Oggi protagonista in ogni situazione. O quasi.

“Ma quando attacca? Ma quando attacca?” tutti se lo chiedevano. E la risposta è arrivata a 10 giri dal termine. Pedrosa passa all’interno Lorenzo e si issa al comando della gara. Non ha scelta: deve vincere se vuole sperare di mantenere vivo il mondiale.

Ora è Lorenzo che ha in mano le redini del gioco. Gli basterà il secondo posto? Oppure non vorrà concedere nulla al connazionale? Oggi non sembra la giornata per fare calcoli. Anche lui deve vincere per dare un colpo alla classifica e una al morale Pedrosa.

Pedrosa, Lorenzo, Crutchlow e Dovizioso le prime quattro posizioni. Dietro Rossi ha mollato e si ritrova settimo. Di giri ne mancano 7.

Cinque giri, cinque! Iniziano le schermaglie. Vanno forte, molto forte. Di conseguenza vanno anche lunghi. Una, due volte. Non si molla. Hanno entrambi gli stessi pneumatici, extrahard dietro, medie davanti, quindi questa discriminante verrà meno. Pedrosa davanti, Lorenzo dietro. Una situazione che sa tanto di precario.

Pedrosa controlla magistralmente la veemenza del suo connazionale. Sinuosi nella loro aggressività i due non commettono errori. Ci sono solo due giri al termine. Sono i giri dove chi vuole osare, osa. Lorenzo oserà? Lui ci prova, ma forse non basterà.

Ultimo giro. Lorenzo ha osato. E con successo. Una questione di millimetri. Ma Pedrosa non lascia. Apnea pura. Ultime curve. Staccata, Pedrosa ripassa davanti di tre quarti, ma Lorenzo non da spazio e “por fuera” lo risupera. Ma fa una traiettoria sporca, brutta, lunga. Rientra ma è tardi, Pedrosa gli è ripassato davanti. Era l’ultima curva. Non c’è più tempo. Vince Pedrosa. Mondiale riaperto.

Ora sono tredici i punti che separano i due spagnoli. Il prossimo appuntamento sarà con la pista di Misano, a casa di Val
minols | 27 ago 2012 08:38