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Fifa storica: sì alla tecnologia

Microchip nel pallone e telecamere sulla linea di porta per evitare i gol fantasma: il calcio è a una svolta. L'opinione di F. Bianchi

Clamoroso nel mondo del calcio. La Fifa dice sì alla tecnologia.
L'Ifab, il Board della Federazione mondiale, ha dato il via libera all'uso dell'Occhio di falco per evitare episodi di gol-fantasma: il sistema sarà utilizzato per la prima volta in occasione del Mondiale per club in programma a Tokyo a dicembre. L'Ifab ha promosso entrambi i sistemi che avevano già superato la prima fase di sperimentazione: non solo l'Occhio di Falco (già usato nel tennis e nel cricket), basato sul riconoscimento ottico attraverso le telecamere (sei per porta), ma anche il GoalRef, che sfrutta campi magnetici e pallone col microchip.
Ma la Fifa ha anche deciso di non rinunciare alla positiva esperienza degli arbitri di porta, che hanno integrato in questi ultimi due anni la terna arbitrale collocandosi a fianco delle porte.

Una decisione che soddisfa l'ex presidente degli arbitri svizzeri Francesco Bianchi.
"Ho visto che Blatter ha cambiato idea sulla tecnologia: sino a poco tempo fa sembrava abbastanza contrario. Forse gli ultimi episodi l'hanno convinto che bisognava fare qualcosa. Le telecamere e i microchip mi sembrano un buon compromesso: ad altre cose ho però sempre detto di essere contrario".

Sono rimasti gli arbitri di porta.
"Credo che questo sia molto importante. Si tratta di un progetto vincente, come è stato dimostrato dai recenti Europei. Gli assistenti possono così dedicarsi alla segnalazione del fuorigioco e abbiamo visto che ne hanno sbagliati veramente pochi".

Il giudice di porta non ha però visto il gol dell'Ucraina e il fallo di mano per la Spagna nella finale contro l'Italia.
"Errori ce ne saranno sempre, questo mi sembra chiaro. È importante limitarli il più possibile. E credo che questo sia un buon compromesso".

Ma come funziona la nuova tecnologia?
Il GoalRef sfrutta i campi magnetici a bassa frequenza. Quando la palla, dotata di un micro chip, oltrepassa nella sua totalità la linea di porta, avviene il cambiamento nel campo magnetico, che permette di determinare con precisione la posizione esatta del pallone. Se è gol, in un secondo viene trasmesso un segnale via radio agli arbitri e appare un messaggio sui loro orologi che vibrano.
L'Occhio di falco sfrutta invece una serie di telecamere (da sei a otto) piazzate sulla linea di porta, con l'obiettivo di calcolare la posizione esatta della palla. I dati raccolti generano un'immagine tridimensionale della traiettoria del pallone. In meno di un secondo, viene comunicato agli arbitri se è gol.
Si spera così di evitare finalmente casi clamorosi come quello appunto di Ucraina-Inghilterra o di Muntari in Milan-Juventus lo scorso anno.
Ma andando indietro nel tempo tutti si ricorderanno di Sudafrica 2010, quando un gol validissimo (il pallone dentro di mezzo metro) non venne concesso agli inglesi contro la Germania o quando nel 1966, nella finalissima sempre tra Inghilterra e Germania un tiro di Geoff Hurts colse la traversa. Palla dentro solo per il guardalinee: grazie a quel gol finì 4-2 e l'Inghilterra vinse il suo unico titolo mondiale.

L.S.
Adele | 6 lug 2012 10:56