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"Titolo? Tutto può succedere"

Intervista al nuovo straniero dell'Ambrì Jason Williams: "Ho vinto una Stanley, ma voglio vincere un altro campionato"

L'Europa l'aveva già conosciuta nel 2004-2005, stagione del lockout in NHL. Jason Williams aveva vestito la maglia dei finlandesi dell''Ässät. Ottimo bottino di punti: 27 reti e 18 assist in 45 partite. A distanza di sette anni il canadese di London, Ontario, tornerà "al di qua" dell'Atlantico: per le prossime due stagioni giocherà alla Valascia.
 
Jason Williams (ala destra ma che può giostrare anche nel ruolo di centro come ci ha spiegato) esordì nel massimo campionato americano nel 2000 con la maglia dei Detroit Red Wings, squadra con cui, due anni più tardi vinse la Stanley Cup.
 
455 le partite disputate in NHL tra Detroit, Chicago, Atlanta, Columbus, Dallas e Pittsburgh per un totale di 228 punti (94 reti e 134 assist). Non male anche le statistiche che riguardano la AHL (249 partite e 216 punti).
 
"Avevo altre offerte in Europa" ci confida Williams che abbiamo raggiunto al telefono, "ma Contantine ed Aeschlimann mi hanno convinto a scegliere la Svizzera e la Leventina"

Che cosa ti hanno detto Constantine ed Aeschlimann?
"Ho parlato diverse volte con loro. Mi hanno raccontato che l'Ambrì nell'ultima stagione ha avuto delle difficoltà. Hanno avuto molti problemi con i tanti giocatori infortunati. Mi hanno però anche detto che è un club dalla grande tradizione, con un grande pubblico. Mi hanno inoltre fatto capire che stanno facendo di tutto per riportare la squadra dove merita."

Cosa puoi portare alla tua nuova squadra?
"Esperienza. Esperienza fatta durante la mia carriera. Ho potuto imparare molto in NHL, soprattutto nei primi anni quando ero a Detriot visto che ho giocato con campioni del calibro di SteveYzerman, Niklas Lidström, Chris Chelios, Igor Larionov, Brett Hull, Luc Robitaille. Gente insomma che è finita nella All Of Fame della NHL! Ho vinto una Stanley Cup ed a Constantine ed a Aeschlimann ho detto che voglio vincere un altro campionato. So che l'Ambrì è in una fase di ricostruzione, ma l'hockey è uno sport pazzo. Basta qualificarsi ai playoff e poi...guardate cosa sta succedendo con i Los Angeles Kings. Nessuno se li aspettava in finale! Certamente ci vuole anche un pizzico di fortuna e pochi infortuni, ma nell'hockey tutto può succedere."
 
Quali sono i tuoi punti di forza sul ghiaccio?
"Credo di aver un ottimo tiro. Mi trovo inoltre a mio agio in power play. Mi piace portare il disco nel terzo avversario in maniera da creare opportinutà da gol per i miei compagni e nonostante qualcuno creda che a 31 anni non sia più un giovincello, credo di aver un buon pattinaggio e di potermela anche giocare in velocità con i più giovani."

Hai una buona carriera in NHL, come mai hai deciso di lasciare quel campionato per la Svizzera?
"L'anno scorso avevo un contratto two-way con i Penguins. Volevo nuovamente guadagnarmi la possibilità di giocare in NHL. Non sono stato molto fortunato, visto che ho giocato solo 7 partite con la maglia dei Pens, ma ero comunque soddisfatto di come ho giocato. Il mio obiettivo inoltre era quello di restare in salute tutto l'anno. Non subire altri infortuni insomma. Ora però non volevo firmare di nuovo un contratto two-way, avrei preferito un one-wy, ma, per come sta cambiando la NHL che si sta ringiovanendo molto, forse a 31 anni sono considerato un po' vecchio (ride, ndr) e quindi mi son detto che era arrivato il momento dell'Europa per giocare gli ultimi 4, 5 o forse 6 anni della mia carriera. Andare all'Ambrì credo sia una buona opportunità, per cui non vedo l'ora di inziare."
 
Hai già parlato con qualche tuo nuovo compagno?
"Prima di firmare ho parlato con Maxim (Noreau) per avere altre informazioni e non ha fatto altro che raccontarmi cose positive sulla squadra, sull'ambiente e sul posto. Parlando con lui ho c
joe | 31 mag 2012 17:32

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