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Inti Pestoni, cuore biancoblù

Trofeo GdP Under 20: il primo "eletto" del 2011 è il top-scorer dell'HCAP

di Piergiorgio Giambonini

La faccia, lo sguardo, le espressioni: non fosse il top-scorer dell’Ambrì (e della nazionale Under 20), il ruolo di “Pierino la peste” potrebbe calzargli a pennello. Ma lui, Inti Pestoni, è il top-scorer dell’Ambrì (e della nazionale Under 20), e quella faccia da simpaticissimo (ex) monello preferisce portarsela in giro nelle piste di hockey assieme al suo enorme talento e a quel “power” offensivo di cui tutti noi che questo sport lo viviamo e lo amiamo chiedendo in cambio soprattutto emozioni, gli siamo grati e riconoscenti. Perché lui, Inti Pestoni, con l’entusiasmo e la positività dei suoi diciannove anni, è il condensato di tutto ciò che dell’hockey fa (o perlomeno dovrebbe fare) uno sport “spettacolare”.
Averlo oggi, in questa pagina, ospite della nostra passerella mensile di giovani e giovanissimi sportivi emergenti in questo piccolo Ticino di grande sport, è allora occasione privilegiata per conoscere e far conoscere meglio un ragazzo che 14 mesi fa non era... nessuno e che oggi è il nuovo idolo della Valascia. Segni del destino e della storia: la sera dell’esordio in prima squadra di Inti – allora top-scorer degli Juniori Elite – il 21 novembre 2009, iniziò con il “ritiro” della maglia di Nicola Celio e finì con la vittoria ai rigori sul Langnau che chiuse una nerissima serie-record di 12 sconfitte consecutive.

Partiamo allora da quell’esordio in qualche modo a sorpresa.
A sorpresa anche perché sarebbe potuta andare in tutt’altra maniera nei tempi e nei modi... La sera prima avevamo giocato con gli Juniori contro il Berna, e Laporte e il nostro allenatore Luca Cereda avevano detto ad Incir e a me che avrebbero scelto uno di noi due per la partita del sabato con la prima squadra: insomma, ce la siamo fatta fuori io e Ivan... Poi però fino a Natale non ho praticamente più giocato, e quando verso la fine dell’anno sono stato di nuovo convocato a un allenamento, a causa di un malinteso sono arrivato alla pista che gli altri erano già sul ghiaccio da mezzora: ma Laporte ha capito che non era colpa mia, e quando mi sono presentato mi ha messo in linea con Duca e Westrum. Ho pensato che mi prendesse in giro, e invece al loro fianco ho giocato le prime due partite di gennaio e poi i playout, e ho finito appunto la stagione con la prima squadra.

Da un giorno all’altro l’hockey ti ha cambiato la vita, e tra le tante cose che hai dovuto subordinare allo sport vissuto da professionista ci sono stati i tuoi impegni scolastici.
Premesso che io e la scuola non siamo mai andati d’accordissimo, perché ho sempre preferito l’hockey e gli amici (e da qualche mese anche la ragazza...), sono del tutto consapevole dell’importanza di completare una formazione. Per questo ho deciso di dividere in due il corrente anno di corsi alla scuola per sportivi d’élite di Tenero, che frequento quindi “solo” il martedì pomeriggio e il mercoledì, per un totale di più o meno sei ore settimanali. In questo senso ho anche una sorta di promessa da mantenere nei confronti di mio padre che lo scorso anno, visto che a scuola non mi impegnavo più di tanto, mi aveva permesso di dedicarmi per una stagione solo all’hockey, “imponendomi” però degli obiettivi sportivi, tipo entrare nella rosa nella prima squadra o fare i Mondiali U20. E visto che li ho raggiunti entrambi, adesso voglio dedicarmi nel limite del possibile anche agli studi, o almeno provarci... L’obiettivo che mi sono posto è di ottenere il diploma commerciale nel giro di quattro anni.

Questo più altri tre anni, un po’ come il nuovo contratto firmato da poco con l’HCAP.
Non è stata una decisione difficile neanche quella. Non ho un agente, delle mie cose si occupa il papà (Erico, direttore amministrativo del club biancoblù, ndr) e ne abbiamo parlato in famiglia, e tutti la pensiamo allo stesso modo: a 19-20 anni prioritario non è e non deve essere l’aspetto economico. Alla mia età l’importante è giocare, divertirsi e migliorare. H
paul | 2 feb 2011 10:25