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"El Tanque" è pronto

Il Locarno di capitan Mazzola ospita stasera la capolista

di Paolo Galli

Il Locarno ha trovato il suo attaccante, finalmente. La cosa “buffa” è che questo attaccante già ce l’aveva in casa, o quasi. In effetti, Nicolas Mazzola lo scorso anno già faceva parte della rosa dei bianchi, ma durante l’estate ha tentato di allontanarsi, di passare oltre confine: la prima squadra a proporsi è stata il Catania, poi l’Ascoli, ma sul più bello... puff, tutto è svanito. Trovatosi improvvisamente senza maglia, Nicolas è tornato a bussare alla porta dei Gilardi, che ben contenti hanno riaccolto il figliol prodigo. Contro il Wohlen, Mazzola ha giocato (bene) da titolare e addirittura da capitano, ma avvisa: «Mi manca ancora tanto per arrivare al mio vero livello. Era dalla sfida con il Kriens – l’ultima del campionato scorso, ndr – che non giocavo novanta minuti». In quell’occasione, il 22enne centravanti argentino realizzò il suo unico gol della sua prima... vita locarnese (per un totale di 231’ giocati).
«Sono felice di essere tornato a Locarno dopo un’estate un po’ complicata, sono felice di essere tornato a giocare addirittura dall’inizio, e sono ovviamente felice per la squadra che ha vinto la sua prima partita del campionato». Nicolas e la fascia inattesa. «Sì, non me l’aspettavo, perché a Locarno ci sono anche altri giocatori importanti. Penso per esempio a Carrara o a Martignoni. È stato l’allenatore ad avvertirmi delle sue intenzioni. Per me è stata un’iniezione di fiducia» Poi Nicolas ci pensa su... «Ma in realtà il mio pensiero è un altro: che non importa chi sia il capitano, tutti e undici dobbiamo giocare con lo stesso spirito, tutti - compreso chi sta in panchina - devono essere pronti a dare il loro massimo, parlando dentro e fuori dal campo. Tutti devono farsi sentire. Dobbiamo restare uniti». Capito? Parole da capitano, parole... non da tutti.
Torniamo indietro di un passo, alla sua estate complicata. «In effetti è successo un po’ un... casino. Ero ad Ascoli, vicinissimo ormai alla firma, ma poi è successo qualcosa di strano, e la trattativa è saltata. Sono convinto che la scelta di tornare a Locarno sia stata quella giusta, perché ho una gran voglia di giocare e di ritrovare il mio pieno potenziale. Sono contento di essere qua». Locarno ha già dimostrato di poter essere un’interessante vetrina. «Sì, mi posso far vedere da altre squadre, ma non c’è solo questo: io voglio giocare bene per il Locarno, non per me soltanto. Sento la responsabilità del giocare per la squadra. Se la squadra sta bene, io sto bene. Se la squadra gioca bene, io gioco bene. Non sono Maradona o Messi: solo loro potevano o possono vincere le partite da soli».
Mazzola arriva dalla leggendaria scuola dell’Independiente. «Lo lasciai soltanto perché i rapporti con la società si deteriorarono. Mi consentirono però di andare a Locarno, e quindi arrivai qui al Lido. Già allora ci fu l’interesse di qualche squadra italiana, ma arrivai in Europa troppo tardi, a fine gennaio, con il mercato che stava per chiudere. Locarno fu una bella opportunità, e lo è ancora». L’Italia non è un pensiero fisso. «No, affatto. Io voglio semplicemente fare una bella carriera, che mi dia delle soddisfazioni, che mi possa permettere di giocare per dei grandi obiettivi». Oggi giocherà contro Senger, che in Challenge League ha ormai acquisito un suo importante statuto. «Lui ha fatto una bella strada, è un nome in Svizzera, e io lo ammiro. So che, facendo bene a Locarno, poi avrò un bel futuro nel calcio».
Il suo futuro, come detto, comincia dalla sfida all’Aarau, leader del campionato cadetto. «Non mi interessa contro chi giochiamo, perché questo campionato è molto equilibrato e le squadre hanno tutte più o meno lo stesso valore. Possiamo vincere o perdere contro tutte le altre nove squadre, basta non aver paura, bensì soltanto intelligenza. So solo che sarà una bella partita e che sarà bello giocarla». Insomma, “el Tanque” è pronto. «A dire la verità, in Argentina soltanto qualche amico mi chiamava così. Una volta arrivato qui in Ticino, invece, tutti mi hanno accolto con quel soprannome,
PatrickD | 26 set 2012 10:16