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"È un momento difficile"

Intervista a Marco Padalino fuori rosa alla Sampdoria cerca una squadra per poter rilanciarsi

di Paolo Galli

La carriera di un calciatore dipende da molte cose: talento, salute, intelligenza, contatti e... fortuna. La carriera di Marco Padalino sembrava ormai decollata, ben salda su tutte quelle basi. Protagonista nella Sampdoria, saltuariamente titolare nella nazionale svizzera, l’esterno destro ticinese era diventato persino uomo mercato. Lo volevano in tanti. Si parlò di Juventus, Fiorentina, Parma, Napoli, Zenit. Era il 2010. Passati due anni, le cose sono cambiate. Ora Marco vive un momento difficile. «Il più difficile in assoluto – ci spiega – Il mercato è fermo, ingessato. Io arrivo da due anni di quasi inattività, tra infortuni e altro: non mi presento granché bene, insomma».
La forma fisica ora ci sarebbe, ma il morale è basso, e quanto. «Fisicamente sto bene, ma è difficile rimanere ottimisti e positivi. Se due anni fa mi avessero detto che sarei finito fuori rosa alla Sampdoria, una squadra a cui stavo dando tutto me stesso... non ci avrei di certo creduto. Ora devo continuare a guardarmi in giro, pronto a ridimensionare la mia situazione e le mie pretese. Sono pronto a ridimensionarmi come giocatore, pronto a un’altra categoria, a un altro prestigio e anche a uno stipendio più basso».
Nessuno oggi, tra tutti quelli che corteggiarono Marco due anni fa, sembra interessato a un investimento su di lui. «Io punto su questo, su qualcuno che si ricordi di me. Ma conosco il mercato: non si punta su un giocatore che è stato, ma su un giocatore che... è. I soldi sono sempre di meno, e quindi si spendono su giocatori che possano offrire determinate garanzie. Io, come direttore sportivo, farei fatica a puntare su Padalino oggi, perché potrebbe essere un buco nell’acqua. Io so che non lo sarebbe, ma loro come fanno a saperlo?». Il momento negativo non toglie lucidità a Marco.
È bastato un infortunio, a fine 2010, e tutto è cambiato. «Sì, quell’infortunio alla caviglia è stato determinante. Poi siamo retrocessi, e quindi le cose sono precipitate. Quest’anno ero partito bene, ma poi mi sono bloccato nuovamente». Per lui, la stagione scorsa, soltanto 13 presenze in campionato, e tutte nel girone d’andata. E se Iachini, il precedente mister blucerchiato, lo vedeva di buon occhio, Ferrara, quello nuovo, neppure lo ha mai incontrato. «No, ha deciso la società». Marco ha ancora un anno di contratto. La Samp, anche per questo, vuole venderlo ora, per monetizzare. «Mi alleno fuori rosa, con una quindicina di compagni nella mia stessa situazione. Tra loro anche gente come Palombo, Maccarone o Semioli. Non riusciamo a trovare squadra. Come fai a vivere bene una simile situazione, quando vedi che alla fine del mercato manca una decina di giorni?».
Padalino è pronto anche a un ritorno in Svizzera, è pronto a tutto, vuole giocare. «Ho fatto tanto per arrivare in Serie A, ma in questo momento ho bisogno di una squadra che mi faccia ripartire, che mi dia la possibilità di tornare quello che ero prima, o persino più forte. Sì, perché da questi momenti difficili sto imparando tanto. Un ritorno in Svizzera, in una squadra adatta a me, andrebbe bene, ma vedo che in Svizzera ormai i giochi sono fatti. Il campionato è iniziato da parecchio, e tutti sono sistemati. E allora guardo ovunque. Qualcosa c’è...». Da oltre confine si parla anche di una soluzione negli Stati Uniti, a New York.
Intanto, Marco non può fare altro che tenere duro. «Mi alleno al massimo, cercando di non soffermarmi troppo sulla mia situazione. Chiamo il mio procuratore ogni giorno. Per tenerci su, con i miei compagni di sventura, ci facciamo forza l’uno con l’altro; siamo legatissimi. Di fronte a noi non vediamo grandi prospettive di futuro. Spesso vedo miei compagni in lacrime... Ma dobbiamo andare avanti».

paul | 22 ago 2012 10:04