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Bellinzona promosso con riserva

Alla prima di Tavares, l’ACB supera con (troppa) fatica il Locarno

di Pietro Filippini

Come ce lo si aspettava nella sostanza, meno nella forma: il derby di sabato al Comunale si è chiuso sì con i tre punti a rimanere sotto i castelli, ma sui contenuti qualche interrogativo è rimasto. Tenuto conto del clima tropicale che invitava più a un bagno in piscina che a correr dietro a un pallone (e a stare a guardare: soli 2.150 gli spettatori), il Bellinzona non ha comunque brillato al cospetto di un Locarno che sta crescendo in quanto a personalità, restando tuttavia ancora piuttosto inconsistente.
«Per questo derby avevamo due obiettivi: vincere e ritrovare lo spirito di squadra – ha spiegato l’allenatore dei granata Antonio Tavares, alla sua prima in panchina dopo l’esonero di Ponte – Nei giorni precedenti alla partita avevo detto che ci voleva un exploit viste le circostanze, e lo abbiamo fatto». Se questo era ciò che Tavares andava cercando, allora l’ha trovato, ma una squadra che punta alla promozione deve necessariamente mostrare qualcosa in più anche nel gioco, sicuramente soffrendo meno per venire a capo di un avversario coriaceo ma ancora alla ricerca di una certa solidità e intraprendenza. Il Locarno ha fatto la sua partita difendendosi discretamente, ma ai verbanesi ha fatto difetto il solito fattore: la pericolosità offensiva. Esclusi la grossa occasione sciupata da Pacarizi dopo una ventina di minuti (propiziata da un pasticcio della difesa granata) e il gol di Rapp (ben assistito da Bicvic e... dal mal posizionamento della retroguardia di casa), gli ospiti non hanno praticamente mai messo il becco nell’area del Bellinzona, se non nel confuso assalto finale. «È un peccato perché c’era l’opportunità di fare risultato – ha detto il tecnico del Locarno Maccoppi – ma i ragazzi hanno fatto tutto il possibile. Stiamo progredendo, ma ci manca ancora qualcosa sotto l’aspetto mentale». Certo, però va detto che al di là delle dinamiche psicologiche, alle bianche casacche serve come il pane almeno una prima punta (potrebbe essere Mazzola, rientrato dall’infruttuoso provino in Italia), anche se non guasterebbe nemmeno un centrocampista che sappia rilanciare l’azione. «È vero, avremmo bisogno di un attaccante che sappia tenere il pallone e far salire la squadra, altrimenti succede che ci facciamo schiacciare e poi davanti non riusciamo ad essere incisivi», ha chiosato l’allenatore del Locarno.
Rimane dunque positivo il risultato per il Bellinzona, che ha pure ritrovato i gol del rientrante Ciarrocchi (solo uno spicchio di partita lunedì scorso a Winterthur), generoso e a volte arruffone, ma sempre ponto al guizzo, e di Yakin, che ha realizzato il punto decisivo dopo aver messo in condizione di andare a segno i suoi compagni in più circostanze. Sarà merito dell’istantanea “cura Tavares”? Non si sa, ma sta di fatto che il “filosofo” ha deciso di cambiare modulo tornando alla difesa a quattro, come gli scorsi anni: «In tre giorni non potevo stravolgere gli schemi, quindi volevo dare soprattutto equilibrio alla squadra e cercare di infilare il Locarno facendo tanto movimento. Abbiamo giocato un po’ troppo stretti e ci è mancata un po’ di efficacia, ma con intelligenza e pazienza ce l’abbiamo fatta. La capacità di soffrire dei ragazzi mi è piaciuta molto, era essenziale». C’è da lavorare (e parecchio) dunque in casa granata, ma non si sa ancora per quanto agli ordini dello stesso Tavares: «Io ora penso alla sfida contro il Chiasso e preparo partita dopo partita. Sarà poi la società a decidere sul da farsi e io mi adatterò all’orientamento scelto».
SerenaB | 20 ago 2012 10:23