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Giulini punta Moriero, non certo da ieri...

Il Bellinzona guarda avanti e valuta anche l'ex tecnico del Como Ernestino Ramella

Il nome di Francesco Moriero, rimbalzato sin dalle nostre parti ieri anche attraverso vari siti specializzati (Ticinonews.ch, ndr.), è da tempo sulla lista dei desideri del presidente del Bellinzona, Gabriele Giulini. Il 2 giugno avevamo inserito anche lui, anche Moriero, tra i nominativi dei papabili successori di Andermatt. Giulini, per finire, scelse Ponte, colui che già avrebbe voluto “soffiare” al Chiasso nel corso del precedente torneo. Tutto fuorché un azzardo (in teoria): assurdo infatti, ora, criticarne metodi e modi. Giulini però non si è fidato ciecamente di Ponte, no, ci mancherebbe, un uomo di calcio, uno di quelli veri: non sia mai. Giulini, al momento (!), si fida soltanto del “filosofo” Tavares e del confermato DS Bifulco. Ha provato a resistere, ma già gli era stato consigliato di esonerare Ponte prima ancora che iniziasse il campionato, durante il ritiro. Misteri granata. Nessuna struttura, ma largo ai consiglieri, e agli umori.

L’ultimo consiglio – al di là di quello che vedrebbe il 57enne Ernestino Ramella, ex tecnico del Como, uomo del DS, in pole (Ramella, da noi contattato ieri, ci ha detto: «Ho avuto modo di conoscere Giulini e so che Ponte è stato esonerato, ma finora non ho ricevuto alcuna telefonata. Io ho allenato il Como, in Messico, in tutte le categorie, e non sono mai retrocesso. Comunque ho avuto modo di vedere la Challenge League: a parte tre o quattro squadre è come la nostra Serie D...») – ha messo nuovamente in mezzo Moriero, occupato però con il Grosseto, quello stesso Grosseto appena retrocesso a tavolino nell’ambito del recente caso di calcioscommesse. Nel caso venisse confermata questa misura ai danni del club toscano – tempo qualche giorno –, il tecnico potrebbe evidentemente sciogliere il suo contratto e quindi esaminare eventuali proposte. Moriero, dopo la stagione vissuta a Lugano, fu chiaro: ormai il calcio svizzero lo aveva capito, sarebbe stato pronto a lottare sino in fondo per la promozione con il Lugano. Il ridimensionamento bianconero lo spinse verso il ritorno in patria, per un’avventura già avviatasi alla conclusione. Come quella di Ponte a Bellinzona. Il calcio si conferma per quello che è, uno sport di poca cultura, teatro o non teatro.
joe | 17 ago 2012 12:06