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Irene, felice comunque

Niente finale olimpica di salto in lungo per l'atleta ticinese

Se l’importante, quando di grandissimo evento trattasi, è davvero partecipare, allora Irene Pusterla – e con lei l’intero sport di questo nostro piccolo grande Cantone – ha di che essere estremamente soddisfatta di quella che per tutta la vita potrà ricordare come un’avventura straordinaria. Sofferta sì più del previsto nell’ultima fase di avvicinamento dopo il suo esaltante 2011. Appagante sì meno (molto meno, addirittura) dello sperato a livello di prestazione pura in quell’oretta scarsa trascorsa ieri in prima serata nel nuovo stadio olimpico di Stratford. Eppure in tutto e per tutto indimenticabile e impareggiabile.
La serenità con cui Irene ha accolto quella che è stata in fondo la sua controprestazione, la dice del resto lunga sul valore e sul peso di questa sua esperienza londinese: «Un’Olimpiade l’ho fatta, e questo mi rimarrà per sempre – ha dichiarato la 24enne della Vigor Ligornetto ai microfoni della RSI – Ci ho provato fino in fondo, ma non sono riuscita a gestire al meglio le particolari condizioni meteorologiche. Freddo (16 gradi!) e pioggia a parte, a mettere un po’ tutte in difficoltà sono state le improvvise folate di vento: sul terzo e ultimo tentativo ho aspettato fino all’ultimo secondo, sperando di esserne risparmiata, e invece proprio al... decollo ne sono stata investita...».
Terzo tentativo finito dunque in un nullo andato ad aggiungersi al 6m20 d’entrata (con vento in favore di +2,1 m/s) ed al 6m14 del secondo salto (–0,8), quando per entrare tra le 12 finaliste sarebbe “bastati” stavolta, a conferma della stranezza del concorso di ieri sera, appena 6m40, visto che solo quattro atlete hanno superato i 6m70 stabiliti come limite di qualificazione (meglio di tutte la fatto la britannica Proctor con 6m83), ed altre otto han dovuto essere di conseguenza ripescate!
Detentrice del record svizzero a 6m84 e ottenuto un mese e mezzo fa il limite B della definitiva qualifica olimpica, ieri sera Irene Pusterla – che il meglio di sé continua quindi a darlo sulle pedane ticinesi – è insomma rimasta lontanissima dai suoi standard abituali, chiudendo queste qualificazioni al 25° posto su 30.
Alla pupilla di Andrea Salvadé – che al villaggio olimpico di Londra ha tra l’altro condiviso la camera con l’altra ticinese Clarissa Crotta, riserva della squadra di equitazione – rimangono, dunque e comunque, le grandissime emozioni vissute davanti agli 80 mila spettatori dello stadio olimpico. E sugli spalti c’erano anche i suoi genitori e il suo ragazzo, giunto tra l’altro a Londra in bicicletta, come promesso un po’ per gioco un anno a Irene, allora solo... candidata olimpica!
«Ripeto: è stata una gara molto strana, ovviamente non solo per me – ha ribadito la ragazza momò – Ma ogni esperienza aiuta a crescere, anche quelle meno positive: non è una gara andata male, com’è stato il caso oggi, che cambia né deve cambiare tutto. Esserci è stato davvero fantastico, e allora la prossima volta cercherò di far meglio, anche perché la mia stagione non è finita stasera!». E la prossima volta di Irene Pusterla sarà la Weltklasse di Zurigo: l’appuntamento è fissato fin d’ora alla sera di giovedì 30 agosto.
SerenaB | 8 ago 2012 14:31