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"Dobbiamo ambire a vincere sempre"

Antoine Rey lancia la partita contro il Bienne

di  David Conti
Antoine Rey è ormai uno della vecchia guardia. Non a caso è lui il capitano del nuovo progetto partito a Lugano, una fascia che compagni e allenatore hanno deciso di mettergli al braccio. Sì, perché il Gattuso del Ticino è sempre stato un esempio per agonismo e dedizione al lavoro. Uno di quegli esempi che i molti giovani approdati a Cornaredo seguiranno sicuramente. «Sono onorato di portare la fascia, l’ha voluto lo spogliatoio e questo non può che rendermi felice – ci ha spiegato il vodese – In estate non ho mai pensato di partire. Anzi, volevo rimanere e sono contento che la società mi abbia rinnovato la fiducia proponendomi un contratto di tre anni. Non fossi più rientrato nei piani del club, ebbene me ne sarei tornato vicino a casa, a Losanna, per concludere gli studi».
E invece Rey rimarrà a lungo sulle rive del Ceresio. «Mi sono iscritto all’USI dove studierò Management. Avevo interrotto provvisoriamente gli studi per concentrarmi sulla promozione che purtroppo non abbiamo centrato. A 26 anni è giusto iniziare a pensare al mio futuro dopo il calcio». Tornare a studiare non vuol tuttavia dire rassegnarsi... «No, non è nel mio DNA. Questo Lugano deve ambire a vincere sempre. A partire dal Bienne». La brusca frenata del Bellinzona significa che nessuna partita è scontata. «Appunto, per questo ne prendiamo una alla volta senza guardare troppo avanti. Con Morandi si lavora bene, è un grande motivatore, gli allenamenti sono interessanti. Insomma, ci si diverte lavorando seriamente». Quella del Lugano è una squadra ancora in cantiere, ma le idee sono chiare e si intravede già la mano del tecnico. «La sconfitta nel derby non ha cambiato i nostri piani. Abbiamo analizzato i nostri errori sui gol subiti, ora vogliamo tornare alla vittoria perché, i punti persi all’inizio, alla fine pesano come quelli lasciati per strada nelle ultime di campionato».
Dopo l’arrivo di Sadiku, il Lugano prende finalmente forma. «Abbiamo qualità. Anche a centrocampo dopo gli arrivi di Aegerter e Chappuis. Il primo è entrato nel gruppo in punta di piedi, si è messo a disposizione sin dal primo giorno. L’ex Locarno invece mi ha impressionato: è un giocatore completo, che fa i giusti movimenti e che ha personalità. È stata una piacevole sorpresa». I due hanno preso il posto di Maggetti, grande amico di Rey e compagno di stanza in occasione delle trasferte sino all’inizio di questa estate. «Nello spogliatoio si sente la sua assenza. Una persona stimata da tutti, sono contento che abbia trovato una sistemazione per continuare a battere il suo personale record».
paul | 30 lug 2012 10:21