Accedi16/24°

Come complicarsi la vita

Bellinzona KO nonostante le tante occasioni create

di  Paolo Galli
Bellinzona, ovverosia ufficio complicazione affari semplici. L’affare semplice, in questo caso, è una sconfitta, quella subita sabato sera dal Wil. Una sconfitta piuttosto normale, con i granata a tratti a sbagliare tanto, in difesa, a centrocampo, sotto porta, e con i sangallesi invece cinici come mai sono stati e come mai più saranno. Una sconfitta banale, e poco importa in questo caso – alla terza giornata di campionato! – che il Bellinzona, grande favorito alla promozione, l’abbia subita dalla (ex) “cenerentola” del torneo. Il Bellinzona sabato avrebbe persino potuto imporsi: ma non lo ha fatto. Il Bellinzona ha recuperato ai due gol di Jaggy e Jahovic con quelli di Marchesano in tap-in e di Neumayr su rigore (fallo di Jaggy su Marchesano, servito a sua volta da Yakin), ma il terzo punto di Jahovic, smarcato da un errore di Markaj, ha reso vano ogni sforzo granata. Facce da “finale di Champions perduta” dopo il novantesimo. Addirittura, in sala stampa, prima di Ponte, si è presentato il direttore sportivo Bifulco. «Alla luce di quanto visto stasera, urge un attaccante?», gli abbiamo chiesto. Non lo avessimo mai fatto…
In effetti, una domanda tanto ingenua – anzi, si trattava piuttosto di un intercalare – ha scatenato una sorta di fiera della drammatizzazione. Sì, perché Bifulco ha preferito schivare domande di mercato, concentrandosi su una disamina di quanto appena visto. «Il nostro problema non riguarda l’organico: è un problema relativo alla giusta concentrazione. Abbiamo avuto un approccio completamente inadeguato alla partita e alle nostre ambizioni. Una squadra con le ambizioni del Bellinzona, non può entrare in campo in quel modo. Il nostro è un problema di mentalità. Dobbiamo ricordarci sempre di quanto equilibrato e difficile sia questo campionato». Insomma, un messaggio duro, che non può non coinvolgere anche Ponte.
E proprio mentre Bifulco parlava, ecco apparire il mister, che ha preferito rimanere in piedi in sala stampa, deluso, forse anche disturbato dalle parole appena udite. Ponte parte da lontano e dal lancio della monetina. «Speravo lo vincesse Yakin, per scegliere di giocare il primo tempo con il vento a favore. Ma non ce l’ha fatta. E noi quindi abbiamo giocato la prima frazione contro un vento fortissimo. Questo ci ha condizionati, non ci ha permesso di giocare palla a terra. Sapevamo che sarebbe bastato un errore per mandare in gol il Wil. Così è stato! Marchesano e, rispettivamente, D’Angelo hanno perso due palloni ingenuamente, e questi due errori sono costati i primi due gol. Siamo stati bravi a reagire nella ripresa, a trovare il pareggio. Ma abbiamo sbagliato troppi gol. Basti pensare al fatto che Yakin ha mandato sei o sette volte i suoi compagni da soli davanti a Zotti…». È andata proprio così, in special modo in un secondo tempo dominato dai granata.
E allora, stando al mister, un attaccante dal gol facile servirebbe, eccome. «Sì, qualcosa là davanti mi manca. Se avessimo fatto almeno uno di quei gol, adesso nessuno parlerebbe di “approccio sbagliato”». Se non è un messaggio a Bifulco, poco ci manca. Sottolineato come, a nostro avviso, la verità stia nel mezzo, ora non vogliamo di certo mettere zizzania tra le parti, ma è chiaro come il sole che la partita di sabato abbia comunque aperto il fianco granata a nervosismi e malumori. Eccessivi, a nostro avviso, anche quando espressi dal presidente Giulini – anche lui giunto inaspettatamente in sala stampa –: «I primi tempi ci fanno pensare, vento o non vento, e sono materiale di riflessione». «Presidente, ma non si sta drammatizzando troppo questa sconfitta?», facciamo notare. Un paradosso: i giornalisti che tranquillizzano un presidente.
 
Ah, dimenticavamo, eccovi le principali occasioni sbagliate dal Bellinzona: 1’ Magnetti sbaglia un pallonetto su Zotti; 19’ corner di Yakin per D’Angelo che smarca Russo che tira fuori da un metro; 29’ Yakin a Marchesano che sbaglia il controllo; 50’ triplo salvataggio di Zotti e del Wil su Yakin, Magnetti e Sulmoni; 58’ autogol sfiorato da Lekaj s
paul | 30 lug 2012 10:20