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"Anche Gerber mi ha consigliato Lugano"

Chiacchierata con il nuovo difensore finlandese dell'HC Lugano Ilkka Heikkinen

di Piergiorgio Giambonini

Sarà anche vero, come confessa candidamente il diretto interessato nell’intervista a seguire, che Ilkka Heikkinen non sapeva che il Lugano affronterà già in partenza la stagione entrante con... uno straniero di troppo. Vero è però, soprattutto, che il difensore finlandese lo staff tecnico bianconero lo ha voluto proprio per poter disporre di un’immediata alternativa ed al tempo stesso di una costante concorrenza interna a rispettivamente per Petteri Nummelin. Che il folletto nelle ultime tre stagioni ha accusato talmente tanti malanni fisici e perso talmente tanti colpi a livello di continuità, che è molto meglio pensarci prima. Tanto più che, a fronte di un contratto che per Nummelin scadrà la prossima primavera, l’inserimento di Heikkinen con un accordo biennale può ben essere letto e valutato come una mossa già proiettata al... cambio volante. Fatto sta che Petteri Nummelin a novembre compirà 40 anni, e Ilkka Heikkinen – l’uomo dalle quattro K – appena 28. E che il nuovo arrivato alla Resega si porta la nomea di solido “quarterback” capace di farsi bello sia in AHL, sia in Finlandia, sia in Svezia e persino in Russia, dove ha appunto giocato i suoi ultimi quattro campionati, come recita la scheda a parte.

A 28 anni da compiere a metà novembre, ad impressionare è la quantità e la varietà di esperienze già messe alle tue spalle...
In effetti negli ultimi anni per una serie di circostanze mi sono ritrovato a giocare in diverse squadre di diversi campionati, prima all’inseguimento del sogno NHL, poi di ritorno in Europa alla ricerca di nuove esperienze all’estero. Cambiare non mi spaventa, e nella mia carriera di giocatore ho potuto farlo piuttosto spesso, e di ognuna di queste “tappe” conservo ottimi ricordi. Ho avuto l’opportunità di lavorare con coach diversi, e anche con differenti stili di gioco e anche di pressione. Soprattutto la stagione trascorsa in America e poi quella in Russia mi hanno permesso di imparare molto e di diventare, credo, un giocatore migliore a livello sia mentale che fisico.
Cresciuto nel Lukko della tua città Rauma e maturato nell’IFK Helsinki, per gli Stati Uniti sei partito quando avevi già 25 anni.
Non sono mai stato draftato e dopo due ottime stagioni con l’IFK ho avuto l’occasione di provarci grazie ai New York Rangers. Il mio obiettivo era ovviamente la NHL, ma di fatto non mi è mai stata offerta una vera possibilità di giocarmela. Mi hanno fatto disputare appena 7 partite, e per il resto sono sempre rimasto con Hartford in AHL. Una bella esperienza, come dicevo, ma a quel punto ho comunque preferito tornare in Europa, tanto più che mi si è presentata un’ottima opportunità in KHL con il Novosibirsk.

Da New York alla Siberia, non dev’esser stato evidente...
Non lo è stato, perché là quando fa freddo si va a –40, e la vita non è facile, né molto divertente... E poi confesso che la cosa peggiore per me sono stati i voli interni con certi aeroplani che non vi dico. Una stagione interessante anche quella, ma poi ho preferito trasferirmi in Svezia, al neo-promosso Växjö, e penso di aver fatto la scelta giusta, visto che a livello di rendimento personale le statistiche dicono che è stata la mia miglior stagione in assoluto, con 18 reti segnate.

Nessun difensore dell’Elitserien svedese ha in effetti segnato di più: Ilkka Heikkinen è uno “alla Nummelin”?
Non direi. Anch’io, è vero, sono un “allrounder”, ma rispetto a lui penso di essere un po’ più fisico e duro. Non mi definirei nemmeno un difensore offensivo: il mio primo obiettivo è sempre quello di lavorare bene difensivamente, anche se poi all’occorrenza mi piace darmi da fare a tutta pista. Tra l’altro, personalmente non conosco Petteri, ma l’ho sempre ammirato moltissimo durante le sua carriera.

Sai, comunque, che a Lugano ci saranno 5 stranieri per 4 posti in formazione?
Davvero? Sinceramente avevo capito
joe | 18 lug 2012 12:50