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Bebeto, il gol nel nome

di Paolo Galli

Bebeto se ne stava abbracciato - insostituibile anello di una vibrante catena umana - ai suoi compagni a centrocampo, in attesa di battere il suo rigore. Sarebbe stato il quinto, del Brasile, a calciarlo. Poco lontani aspettavano gli azzurri, aggrappati a Baggio, anche lui il quinto, per l’Italia: i migliori ci vanno per ultimi, sul dischetto. Il tiro del “Divin Codino” però finisce alto, in cielo, lui abbassa gli occhi, a terra. Bebeto scioglie l’apnea, respira, esulta. È festa per il Brasile. Altrove, in tutt’altro continente, in quello stesso momento, sorride anche un altro Bebeto, un frugoletto di due anni appena. Anche lui avrebbe fatto il calciatore, con il sogno di diventare grande e amato e riconosciuto quanto quel Bebeto là, quello avvolto d’oro.
Oggi quest’altro Bebeto gioca nel Lugano. Ha appena segnato il suo primo gol ufficiale con la maglia bianconera. Per riuscirci, gli ci sono volute diverse occasioni, sei partite. Sei partite e, quindi, un solo gol. Ma ne avrebbe potuti segnare altri, nelle cinque partite prima, così come nei pochi minuti che hanno seguito questa inedita gioia, questa scoperta. Bebeto sente i gol, li insegue, li vuole. La sua fame lo porta però a fare tutto troppo in fretta, è scomposta. Anche il suo attuale allenatore, Davide Morandi, lo ha sottolineato, aggiungendo con un sorriso: «Tatticamente non capisce nulla». Per questo motivo (ma non solo), contro il Wil lo ha inserito tutto largo sulla destra, e non come prima punta.
Là, soltanto appartentemente prigioniero di una fascia, ha fatto la differenza, concedendo al Lugano una marcia in più, proprio quando la stanchezza, altrimenti, avrebbe preso il sopravvento sui suoi compagni. «Diventerà fortissimo quando capirà come muoversi sul campo. Noi siamo qui per aiutarlo a diventare fortissimo». Morandi dice di credere in Bebeto. E ci aveva creduto anche Moriero, lo scorso anno, prima di mandarlo però in prestito in Ungheria - ma fu davvero lui a decidere di liberarsene? - «Voglio che Bebeto giochi con continuità», motivò. In Ungheria? Fatto sta che Bebeto, a 21 anni ancora da compiere, ha preso e se n’è andato a Kaposvar, città nota essenzialmente per i suoi sette colli: la Roma d’Ungheria. Laggiù ha segnato cinque gol in nove partite. Non male.
Giunto a fine prestito, Bebeto è tornato a Lugano. Al suo primo allenamento stagionale - così narra la leggenda - pare si sia presentato con mezz’ora di ritardo e, redarguito, avrebbe risposto con sufficienza, finendo quindi subito sotto la doccia. Che si sia montato la testa? No, difficile, dice chi lo conosce bene. Lo sottolinea anche il suo procuratore, Roberto Balio. Poco meno di un anno fa, Roberto ricevette tante telefonate, tantissime: tutti a caccia di informazioni riguardanti quel ragazzo capace di segnare due gol all’Inter in amichevole. «E pensare che prima non lo voleva provare nessuno...».
Sabato 8 ottobre 2011, ad Appiano Gentile l’Inter di Ranieri (già di suo in crisi e per l’occasione priva di alcuni suoi nazionali) accoglie il Lugano. Nessuno però avrebbe potuto prevedere un’altra disfatta nerazzurra - proprio come quella del settembre 1995 - Incubo bianconero. Bebeto da carneade a carnefice. Bebeto racchiuso in pochi fotogrammi: cross dalla sinistra, Bebeto controlla male, con lo stinco - la palla si alza a campanile - Si fa largo, difende la sua posizione, come se nuotasse nel vuoto, e si contorce in volo. Rovesciata pulita, gol. Cinque minuti dopo, il bis, di testa. Si scatena il finimondo. Tutti i giornalisti, all’indomani, si mettono a scavare nel passato del ragazzo. Scoprono che Bebeto in realtà si chiama Bara Mamadou Ndiaye, che è nato a Tivaouane il 31 dicembre del 1991, che ha padre senegalese appunto ma madre brasiliana, che prima di arrivare a Lugano ha fatto breccia nel cuore dei tifosi del Giulianova (club che se ne è però sbarazzato a causa dei regolamenti riguardanti gli extra-comunitari), che è stato portato a Lugano dall’ex DS degli abruzzesi Greco. Poi si inventano che, prima di diventare calciatore,
Sport GdP | 17 lug 2012 10:07