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La Challenge League scalda i motori

Il campionato cadetto (e ticinese...) prende il via domani

di Paolo Galli

Nei giorni scorsi abbiamo intervistato i quattro allenatori delle quattro squadre ticinesi. Tutti loro hanno piazzato qualche “scommessa” (le virgolette ci aiutano a superare il tabù), tutti loro hanno puntato sul Bellinzona, compreso Raimondo Ponte, che il Bellinzona lo allena. E allora, se lo dicono loro...

C’è tutto il necessario
Sì, il Bellinzona è favorito, perché all’ossatura dello scorso anno ha aggiunto tutto il meglio (o quasi) del Chiasso. Raimondo Ponte ha portato con sé i suoi leader e ha fatto in modo di integrarli tra quelli già presenti. Il Bellinzona ha così mantenuto un’identità prettamente svizzera – con il DS Bifulco ancora in attesa di piazzare un acuto da oltre confine – e soprattutto adatta alla categoria. Ci sono tanti gregari, ma gregari di lusso; e non mancano neppure le stelle, quei Neumayr e Yakin attesi a una stagione da uomini finalmente decisivi. Ponte reclama un rinforzo davanti, una punta da 15-20 gol sicuri: nel caso non arrivasse, potrebbe certamente “accontentarsi” di Ciarrocchi e Magnetti. Insomma, c’è tutto il necessario per centrare l’obiettivo. Rivali permettendo.

Aegerter, che colpo!
Bisogna riconoscere al presidente Renzetti che le sue prime mosse sul mercato sembrano interessanti. In particolare ci ha colpiti l’ingaggio di Aegerter, centrocampista di categoria superiore, un lusso per la Challenge League. Attorno a lui, dovrà girare e crescere e maturare tutto il resto della squadra. È quel leader in campo che mancava a Davide Morandi, è – anche se con caratteristiche tecniche totalmente diverse – il suo nuovo Maccoppi. Detto questo, l’immediata scalata appare difficile, se non difficilissima. Perché qualcosa ancora manca, in particolare per quanto concerne il reparto avanzato. Renzetti infatti ha già stuzzicato Senger: l’argentino è atteso a una risposta sul campo. Occorrerà poi calma e pazienza da parte di tutto l’ambiente esterno, un ambiente che arriva da troppe batoste.

Molto dipende da Sadiku
Sadiku sì o Sadiku no? Tutto, in casa Locarno, ruota attorno a questo interrogativo. La squadra di Stefano Maccoppi non è e non sarà un “Sadiku+10”, ma è chiaro che l’eventuale presenza di un bomber simile faciliterebbe la vita a tutti i compagni. Inutile negarlo, durante questa prima fetta d’estate il Locarno ha perso qualcosa (Decarli, Hassell, Maccoppi, Milosevic). Non soltanto a causa di un mercato sbilanciato tra entrate e uscite, ma anche perché è andata perduta l’esperienza accumulata in panchina da Morandi. Maccoppi, pur valido, è ripartito da zero, con una squadra già compatta, ma da ricalibrare secondo le sue necessità. Salvarsi non sarà un’impresa da ragazzi: nel caso partisse in extremis Sadiku, allora tralasceremmo l’eufemismo, e passeremmo a toni ben più drammatici.

Se si fermasse Ianu...
Finalmente è stato svelato l’inghippo: il mercato era tenuto in ostaggio da vecchie problematiche, che avrebbero potuto condannare il Chiasso a dover cucire “toppe” a sei zeri sul passato. Sbloccatasi la situazione, Livio Bordoli potrebbe finalmente andare a completare quella che, sin qui, era parsa un’accozzaglia di trattative. La mano di Degennaro potrebbe poi aiutare il DS Belotti a rinforzare la rosa con qualche “rimasuglio” del Sion – inquietante circostanza se si pensa al passato – o con qualche giovane da oltre confine (vedi i Gherardi e i Pasi dello scorso anno). Il vuoto offensivo attuale spinge al pessimismo, ma la possibilità di vedere in rossoblù la coppia Adeshina-Ianu, be’, smorza tale negatività. Insomma, è triste ammetterlo ma il Chiasso attuale è da 9°-10° posto; con qualche rinforzo, potrebbe però scalare posizioni.
SerenaB | 13 lug 2012 10:21