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Vittorio Bevilacqua da precario

di Paolo Galli

Ha avuto un contatto «costruttivo» con il Bellinzona e ha ricevuto una risposta negativa dal Chiasso, ma Vittorio Bevilacqua non demorde. La sua vita è e sarà sempre il calcio, il calcio professionistico, of course. Ma fare l’allenatore oggi in Svizzera equivale a una corsa a ostacoli, perché le squadre diminuiscono e, con esse, diminuiscono anche i budget. Insomma, non ci sono più “sghei”, soldi. Di questo paradosso parliamo a lato. La chiacchierata con “Vito” si concentra sullo stato attuale del calcio ticinese, alquanto preoccupante. «Seguo con interesse e con curiosità, proprio come un tifoso comune, l’evolversi del calciomercato. Non conosco le situazioni da vicino, ma vedo che - Bellinzona a parte - non mancano le difficoltà, soprattutto di ordine finanziario. Tutti vogliono ridurre il budget... Ci sono altre squadre di Challenge League nelle stesse condizioni: credono che, visto che ci sarà una sola retrocessione, questo campionato possa essere più facile».

Bevilacqua analizza la situazione a una settimana dal via. «Il Bellinzona, allo stato attuale delle cose, è favorito. Il Vaduz si è mosso molto. Poi i soliti Aarau e Winterthur. Il Wohlen, incognita dell’allenatore debuttante a parte, si è rinforzato e dovrebbe salvarsi. Ma per un’opinione più netta dovremmo aspettare che le rose si completino, quindi verso fine luglio. Quest’anno chi andrà fuori? Tre ticinesi potrebbero soffrire, anche se il Lugano, rispetto alle due concorrenti, ha un leggero vantaggio. Poi è chiaro, basterebbe uno Ianu per cambiare qualche equilibrio...».

Vittorio scalpita. Non ama stare lontano dal campo, si innervosisce. Ma ammette anche le difficoltà dei colleghi, di quelli che, al contrario di lui, una panchina ce l’hanno. «Non è facile allenare in queste condizioni. Chiasso, Locarno e Lugano hanno tre buoni allenatori, ma tre allenatori che purtroppo hanno scarso potere sugli acquisti, frenati appunto dai budget al ribasso. Poi è anche vero che i pochi mezzi scatenano l’ingegno: e da lì si capisce se uno è davvero un buon allenatore. Ma non è facile affatto». Non lo è per gli allenatori e non lo è per i giocatori. «Come fanno a guadagnare cifre così basse? Certe società addirittura chiedono ai loro giocatori di “timbrare”, non possono nemmeno permettersi gli appartamenti. Io - e come me immagino i miei colleghi - non voglio giocatori che “timbrano”, voglio giocatori che si possano concentrare da professionisti sul calcio, e basta».

Starebbe anche alla Lega allora intervenire. «Sì, la Lega dovrebbe fare in modo di tutelare i vari protagonisti. Ci vorrebbe anche un sindacato. Ricordo che ai tempi qualcuno ci provò, ma non se ne fece nulla. Non abbiamo nessuna tutela. E questa situazione mette poi a confronto gli stessi allenatori, che da amici si ritrovano anche a rivaleggiare per le poche panchine a disposizione. Ci sono tantissimi allenatori disoccupati. Noi allenatori siamo dei precari».

Una condizione frustrante. «Sì, e non nascondo infatti di essere amareggiato. Non voglio passare per vittima, ma mi spiace che, con quattro cambiamenti relativi alle panchine ticinesi, io non sia stato preso davvero in considerazione per nessuna tra esse. Mi ha fatto piacere conoscere Giulini, ma a me piace allenare. Chiasso? Difficile essere profeta in patria. In Svizzera francese? Il calcio romando è sparito dalla Challenge League...».

Chiediamo a “Vito” anche un parere sul suo pupillo Bruno Valente, costretto a emigrare, nonostante tutti i gol segnati nella categoria cadetta, in Prima Lega. «Con me sarebbe titolare in tutte e quattro le squadre ticinesi, ma ammetto che sono anche un po’ di parte. Credo abbia parlato con due o tre società, ma l’offerta migliore alla fine, anche per motivi logistici, è stata quella del Friborgo, che tra l’altro ha ingaggiato diversi altri giocatori di Challenge League, come Domo, Ferro e Ndzomo, e che sarà allenato da Dragani. Dispiace vedere un giocatore della sua età e del suo potenziale in Prima Lega, ma è chiaro che se le squadre di Ch
SerenaB | 6 lug 2012 14:42