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Lavoro e determinazione

Trofeo GdP U20 - Luca Bernaschina

di Deborah Scanzio
 
Luca Bernaschina è nato con l’atletica nel sangue. Ancora in grembo già frequentava l’ambiente di questo sport, e non solo… anche il brivido della competizione! Mamma Paola (Oberti), detentrice per diversi anni dei record dei 100 e 200 metri a livello cantonale, ha gareggiato anche quand’era incinta, vincendo addirittura una gara nei 400. Così, quando chiediamo a Luca, quando ha iniziato a praticare questo sport ci risponde: «Da sempre! La mia prima gara l’ho fatta a 3 anni».
Luca si definisce allegro, divertente e sempre attivo. Dello stesso parere anche la sua allenatrice, nonché... mamma: «È un ragazzo semplice e tranquillo, ma con tanti amici». Il portacolori dell’ASSPO Riva San Vitale è un polivalente, ma la sua disciplina preferita è il salto in lungo, dove lo scorso mese di maggio ha ottenuto il nuovo record svizzero U18. Il suo balzo di 7m33 gli ha permesso di battere un primato che resisteva da ben 12 anni!
 
Luca, cos’hai provato quando hai visto la misura?
Ero molto felice! È stato un risultato davvero inaspettato. Per questa stagione l’obiettivo era saltare regolarmente sui 7 metri. Ero già contento del 7.08 ottenuto a febbraio ai campionati svizzeri indoor di Macolin.
A Chiasso c’erano anche i migliori specialisti svizzeri di salto in lungo: che effetto ti ha fatto?
Gareggiare con Julian Fivaz e Grégory Bianchi è stato un forte stimolo per me, tanto che il salto di 7.33 è arrivato all’ultimo tentativo della finale, da stanco e dopo aver fatto poco bene nei precedenti due!
Dopo il record, un 2° posto a Bressanone e una vittoria a Cuneo, è arrivata anche la chiamata della nazionale per il meeting internazionale U20 di Mannheim. Te l’aspettavi?
Ci speravo, ed era uno dei miei obiettivi a breve termine. Sapevo di aver lavorato bene e di avere delle buone chance per essere convocato, ma la certezza è arrivata solo dopo il Brixia Meeting di Bressanone. Venerdì parto per la Germania assieme al resto della delegazione elvetica, e la mia gara sarà domenica.
A Mannheim ci saranno circa 500 atleti provenienti da tutto il mondo. È considerato uno dei miglior eventi per giovani: come vivi quest’attesa?
Sono tranquillo e motivato, ma anche un pochino preoccupato per il mio piede. Durante la gara di Bressanone mi sono leggermente infortunato. Ho stirato il deltoide: riesco a correre, ma a saltare fa male. Purtroppo al momento non mi sto allenando, spero che sia tutto OK per domenica.
Tra poco compirai 17 anni, ma ti ritrovi già costretto a gareggiare con gente più grande: era meglio nascere un anno prima o uno dopo?
Diciamo che sono un po’ sfortunato, perché i Mondiali e i Giochi della gioventù U18 sono ogni due anni e quest’anno non ci sono. Dal prossimo mese di ottobre passerò alla categoria U20 e quindi non potrò parteciparvi la prossima estate. È davvero un peccato perché il limite sarebbe stato di 7 metri, una misura fattibile! Per questo ci tengo particolarmente ad andare a Mannheim, perché per me il 2012 è un “anno vuoto”. Ci sono anche gli Europei U20 a Barcellona, ma il limite è di 7.45…
Forse gli Europei sono ancora distanti, ma mai dire mai. Pensando in grande non si può non nominare Irene Pusterla…
L’esempio di Irene ti fa pensare che tante cose possono cambiare in poco tempo! Mi ha fatto molto piacere quando quest’anno a Chiasso, durante un allenamento, mi è passata vicino e mi ha dato una pacca sulla spalla per congratularsi di un mio risultato. È un gesto semplice ma importante, soprattutto pensando al suo carattere un po’ chiuso.
Quali sono i tuoi punti forti e quelli ancora da migliorare?
Ho tanta grinta e sono un combattente, non getto mai la spugna finché non riesco a raggiungere i miei obiettivi. In gara sono molto determinato: non bisogna aver paura degli avversari, ma concentrarsi sul proprio lavoro e dare tutto. Per quanto riguarda le cose da migliorare,
PatrickD | 20 giu 2012 10:19