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Olanda fuori a quota... zero

“Oranje” dalla finale mondiale alla delusione europea

Eliminata nella fase a gironi – non succedeva dal 1988... –, l’Olanda è stata la grande delusione di questi Europei. Malgrado un reparto offensivo che sulla carta non ha nulla da invidiare al Brasile del 1970, gli “oranje” sono andati in rete in due sole occasioni, hanno perso tutte e tre le partite e, peggio ancora, hanno mandato in fumo in pochi giorni il lavoro degli ultimi anni. Difensivamente disastrosi, van der Wiel e compagni hanno fatto acqua da tutte le parti. Lo hanno visto tutti, tranne il selezionatore Bert van Marwijk... «I miei giocatori non erano in forma come speravo, soprattutto quelli che di solito fanno la differenza. Nonostante tutto contro la Danimarca, nella prima partita persa, abbiamo avuto una marea di occasioni. Fossimo riusciti a concretizzarle, ebbene forse staremmo parlando di un altro Europeo e di un’altra squadra».
L’Olanda, formazione piena zeppa di giocatori talentuosi dalla difficile convivenza, hanno peccato ancora una volta di egoismo. «Abbiamo giocatori di classe – ha continuato il ct – e quindi devo fare delle scelte e prendere delle decisioni forse difficili da accettare». Scelte che van Marwijk, fino a ieri esaltato per le sue qualità di gestione di un gruppo di... prime donne, ha con ogni probabilità sbagliato. Quando, per esempio, non ha puntato su Huntelaar (capocannoniere nelle qualificazioni con 12 gol) per fare spazio a un evanescente van Persie o ancora sacrificando – com’era d’altronde successo ai Mondiali 2010 – un van der Vaart dal rendimento costante durante tutto l’arco della stagione per fare spazio a Wesley Sneijder. La sua, di stagione, non è stata del tutto esaltante...

Accuse che il selezionatore olandese rispedisce al mittente. Van Marwijk, se caso, punta il dito sui dettagli. «Contro il Portogallo abbiamo iniziato bene, poi il retro-passaggio di Gregory (van der Wiel, che ha permesso a Postiga di ritrovarsi solo davanti a Stekelenburg al 17’, ndr) ci ha fatto perdere la bussola». Oltre agli episodi, il ct ha ricordato che la riuscita è la base per raggiungere gli obiettivi. «Durante l’ultima Coppa del mondo abbiamo lavorato in maniera intensa per rendere solida, oltre che ringiovanirla, la nostra difesa. In quella occasione ha funzionato, anche perché in campo è andato tutto per il verso giusto». Al contrario di quanto successo a Kharkiv.
I giocatori, dal canto loro, vedono la realtà dei fatti. A partire da Rafael van der Vaart. «È semplice: non siamo stati all’altezza. Abbiamo perso tre volte, cosa aggiungere di più? Il nostro calcio è stato pessimo, sempre peggio. E i nostri avversari sono stati più bravi di noi». Gli ha fatto eco Arjen Robben. «Bisogna avere anche il coraggio di guardarsi allo specchio. Bene, abbiamo fallito su tutta la linea». Il mancino del Bayern Monaco ha poi ammesso alcune tensioni all’interno dello spogliatoio. «È successo qualcosa, sì, ma non lo diremo all’esterno».
L’Olanda, da sempre fucina di giocatori creativi e talenti puri, ha tuttavia fallito troppo presto. Il “De Telegraaf”, autorevole quotidiano olandese, ha lanciato un “Oranje, vergogna”. Toccato il fondo, Bert van Marwijk, sotto contratto fino al 2016, deve assolutamente ripartire da zero e trovare il modo di aggiustare il vaso rotto. La storia però continuerà a ripetersi per una nazionale che, sebbene sia quasi sempre favorita, ha vinto un solo titolo. L’Europeo del 1988...
SerenaB | 19 giu 2012 10:49