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Frank in lotta per la generale e per... Londra

di Luca Steens

Dopo il sesto posto nella generale dell’anno scorso, Mathias Frank in seguito al primo scossone dato alla graduatoria dalla tappa di Verbier, è già passato a condurre la nuova classifica speciale introdotta a questo 76° Tour de Suisse, ovvero quella del miglior elvetico. Una soddisfazione che però si mischia con la delusione per non aver saputo reggere il ritmo dei primissimi lunedì in Vallese, a causa ancora dei postumi dell’influenza contratta al Giro d’Italia, che non gli ha impedito comunque di mettersi in evidenza con un 4° posto nella tappa di Pfalzen. Un inizio di stagione nel quale il 25enne lucernese può vantarsi pure di aver indossato per un giorno la maglia di leader al Giro del Trentino, oltre ad altri piazzamenti di rilievo.
La chiacchierata con il simpatico leader della BMC parte proprio dalla salita di Verbier di lunedì: «È stato duro, il livello è molto alto, ci sono tanti buoni corridori, e la velocità sull’ultima salita era elevata. Mi è mancato qualcosa, ho avuto dei problemi respiratori ancora dovuti all’influenza che mi ha accompagnato al Giro d’Italia. Non sono ancora al 100% e se non sei al massimo è difficile stare con i migliori su questo tipo di salite».

Nonostante tutto sei ancora messo bene in classifica. Hai lottato fino in fondo sulla salita di Verbier, dimostrando anche carattere.
Alla fine sì, anche se ho perso un po’ di tempo prezioso. Il Tour de Suisse è ancora lungo e c’è tempo per recuperare. Darò il massimo per risalire in classifica. In queste prossime tappe interlocuorie vedremo cosa sarà possibile fare. Oggi siamo nella mia regione, conosco molto bene le strade perché mi alleno spesso su questi percorsi. Potrò correre all’attacco e magari provare qualcosa.

Da ieri vesti la maglia di miglior svizzero, una nuova classifica introdotta quest’anno. Quanto significa per te?
È sempre bello poter portare una maglia che ti distingua dal resto del gruppo, soprattutto quando corri una prova a tappe in casa tua, ma d’altra parte essere il miglior svizzero non è il mio obiettivo in questo TdS. Una tappa e la generale sarebbero tutta un’altra cosa a livello di emozione.

Contento fin qui della tua stagione?
Direi in linea di massima di sì. Ho avuto dei buoni picchi di forma che sono durati anche nel tempo. Nell’insieme però ho avuto degli alti e dei bassi: sono andato bene al Giro del Trentino ma poi al Giro d’Italia, anche a causa della malattia, non sono riuscito a fare ciò che volevo e che mi ero prefissato. Insomma, non è andata come mi sarei aspettato, ma nemmeno così male… Poteva sicuramente andare meglio, ma poteva anche andare peggio.

I Giochi Olimpici di Londra restano un tuo obiettivo?
Quattro corridori sono già stati selezionati, e uno ancora sarà scelto alla fine di questo Giro della Svizzera. Io non posso influenzare la scelta se non dimostrando con le mie prestazioni in questa settimana di valere una selezione olimpica. Darò il massimo e poi vedremo.

Quindi il tuo programma non è ancora stabilito dopo il TdS.
Di sicuro parteciperò ai campionati svizzeri, ma poi ho lasciato tutto aperto a dipendenza appunto che io venga selezionato o meno per Londra. Nuova preparazione? No, non penso, finora mi sono gestito bene, e quindi non avrei problemi a preparare l’evento. E oltretutto non sarei là per vincere la medaglia ma per aiutare la squadra, e mettermi al servizio del capitano, che sarà naturalmente Cancellara.

Finiamo con un pronostico per la generale: chi hai visto bene in questi giorni?
Di sicuro salendo a Verbier Frank Scheck ha dato una grande dimostrazione, ma poi ci sono tanti reduci dal Giro che hanno ancora una condizione invidiabile, come John Gadret, Mikel Nieve e altri ancora. Domenica non ci sono stati tanti scarti, quindi tutto resta aperto.
SerenaB | 12 giu 2012 13:57