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Tante occasioni, poche reti

Non tornano i conti della Nazionale Svizzera di hockey su ghiaccio sconfitta ieri dal Canada per 3 a 2

di Piergiorgio Giambonini

Andy Murray ce lo aveva detto il primo giorno, parlando della nuova formula dei Mondiali: <È un torneo da affrontare e gestire come una serie di playoff al meglio delle 7 partite>. Sette partite da giocare e quattro da vincere. E per ora si son vinte quelle da vincere contro kazaki e bielorussi, e le altre da vincere – dopo l’odierna giornata di pausa e rigenerazione concessa da Simpson ai suoi giocatori, e la ripresa del lavoro domani, presente anche Josi – restano come da copione quelle di sabato contro la Francia e di domenica contro la Slovacchia. Ma resta anche il rammarico per le occasioni sprecate martedì contro la Finlandia e ieri sera contro il Canada: occasioni da rete, e occasioni per far punti pesantissimi. Ma per quanto bella e generosa e convincente questa Svizzera sia, i limiti realizzativi (tirare di più, andare di più sotto porta, ovviamente segnare di più!) rimangono fondamentalmente quelli che erano, ovvero la nostra palla al piede.

Sulla stessa lunghezza d’onda dell’hockey “coraggioso” (agire e reagire!) portato in pista la sera prima contro i finlandesi, anche la partita contro il Canada i nostri l’hanno affrontata, come si suol dire, a viso aperto e testa alta. Con l’enorme vantaggio supplementare, stavolta, di aver capitalizzato – finalmente! – già la prima opportunità offensiva, e di averlo oltretutto fatto con una splendida combinazione collettiva chiusa da sotto misura da Brunner. Esattamente quel che ci voleva, e se subito dopo Stephan (riproposto tra i pali in virtù di quella che per ora è dunque una staffetta... matematica con Berra) ha dovuto superarsi su Tavares, in seguito per la qualità delle occasioni hanno continuato a farsi preferire proprio i rossocrociati!

Che però, come già era successo contro Kazakistan e Bielorussia, dalla prima pausa sono poi rientrati, chissà perché, fatalmente molli: e il gol lo hanno incassato dopo appena 35” sugli sviluppi di una “dormita” di Wick in fase di liberazione del terzo. La reazione anche stavolta è stata comunque immediata, tant’è vero che un attimo dopo Ambühl, poi lo stesso Wick (salvataggio di Ladd sulla linea di porta!), quindi di nuovo Ambühl, sono andati vicinissimi al 2-1. A... rallentare questa bella Svizzera sono a quel punto arrivate altre due penalità di dubbio... gusto, eppure ancor prima della seconda pausa i nostri – con i soliti Wick e Ambühl, ma pure con Niederreiter e Romy – han ripreso a farsi pericolosi in avanti. Ma di gol, ahinoi, non ne sono purtroppo arrivati...

Ne è, invece, arrivato un secondo sul conto dei canadesi, e di nuovo in apertura di tempo, e stavolta dopo 41”, con Eberle a concludere con uno splendido backhand una passeggiata solitaria imperdonabilmente concessagli in pieno slot dal blocco di capitan Streit (già sul ghiaccio, peraltro, sull’1-1 canadese, a bissare il -2 della sera prima...). Trasformato poco dopo nel 2-2 il secondo power-play della serata con una bella triangolazione conclusa da Bezina, a costarci il possibilissimo risultato utile è stato però, al 48’, un nuovo “buco” difensivo, stavolta in verticale, con il portiere Ward a lanciare – direttamente da un’occasione fallita da Trachsler e Plüss... – il suo capitano Getzlaf verso la fucilata in corsa che ha chiuso la partita con largo anticipo. Perché segnare non è certo la nostra specialità, e perché le energie ormai erano quello che erano. Peccato.
SerenaB | 10 mag 2012 10:41