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L’entusiasmo di Marco Colandrea

Il Motomondiale sbarca in Europa sul circuito “caldo” di Jerez

di Luca Steens

Dopo l’ormai classica apertura notturna in Qatar, il Motomondiale “atterra” in Europa, e lo fa su una delle piste più “calde” del campionato. A Jerez de la Frontera infatti i tifosi sono sempre davvero scatenati, e con l’arrivo dei team ad inizio settimana è sicuramente scattata la lunga festa che si protrarrà fino a domenica ben dopo la fine delle gare. Una “follia” collettiva che rende il weekend assolutamente indimenticabile per chi ha la fortuna di viverlo almeno una volta, e che vivrà quest’anno la 26ª edizione consecutiva: solo Assen può vantare una striscia più lunga.
Ad assaporare, ma solo in parte visto gli impegni e la concentrazione da gara, ci sarà anche il ticinese Marco Colandrea, che nella Moto2 proverà a fare qualche passo avanti rispetto al debutto in Medio Oriente. Il neo 18enne sul circuito di Losail ha faticato, terminando al 27° posto ma togliendosi la soddisfazione di mettersi dietro comunque due altri concorrenti che hanno concluso la prova: «Correre di notte è stata una novità per me. All’inizio appena entrato la sensazione era strana perché l’asfalto veniva riflesso dalle luci e quindi sembrava viscido, come se bagnato. Sicuramente è stato divertente ma anche più difficile perché in quelle condizioni non avevo mai girato. Il tempo lo dovevo già sfruttare per capire la pista, che non è affatto facile. Oltretutto è una pista lunga oltre 5 km e quindi è più facile avere distacchi maggiori dai primi. Per quanto riguarda la gara penso che è stata difficile soprattutto all’inizio. La partenza non è stata delle migliori e un po’ di deconcentrazione è stata dovuta ad un taglierino, perso proprio ad un metro e mezzo dalla mia casella di partenza da un meccanico. Poi nelle fasi iniziali ho perso diverso tempo con il pilota del Qatar e in seguito con Elena Rosell. Quindi purtroppo l’obiettivo di stare nel gruppetto dei primi 20 è fallito. Però come primo approccio non è andata male. Abbiamo finito la prima gara che è durata 20 giri, una distanza che non avevo mai percorso e quindi sono contento che fisicamente ho retto bene. Era importante non cadere e vanificare il lavoro svolto con il team durante le sessioni di libere e di qualifica. Ora sono felice di essere a Jerez e penso a questa gara, sperando di ottenere un risultato ancora migliore».

Nelle Moto2, ormai la categoria degli svizzeri, andrà in cerca di riscatto pure Thomas Lüthi, che a Jerez disputerà il suo 150 GP della carriera (67 in 125, gli altri tra 250 e Moto2). Il 25enne bernese in Qatar ha dovuto accontentarsi della 5ª posizione dopo la scorrettezza di Marc Marquez, rimasta tra l’altro impunita. Un circuito quello spagnolo che piace all’elvetico, se è vero che è salito sul podio negli ultimi due anni: nel 2010 aveva attaccato in testa l’ultimo giro prima di finire 3°, mentre l’anno scorso aveva chiuso 2° dopo aver guidato la gara anche per otto giri. Mentre Randy Krummenacher proverà a confermare le buone cose fatte a Losail che gli hanno permesso di chiudere all’11° rango, qualcosa di più ci si aspetta dai piloti della Technomag-CIP, il bernese Dominique Aegerter (18°) e l’italiano di Lugano Roberto Rolfo (ritirato).
Nella MotoGP, dopo il dominio di Jorge Lorenzo, ci si aspetta la reazione del campione del mondo in carica Casey Stoner, che però non ha in Jerez un circuito favorevole, se è vero che vanta al massimo un 3° posto sul circuito spagnolo. Ma l’australiano è reduce da 16 podi consecutivi: Lorenzo ma anche l’altro uomo di casa, Pedrosa, sono avvisati. Infine si attende di rivedere tra i primi Valentino Rossi, che disputerà la sua 200ª gara in MotoGP.
SerenaB | 27 apr 2012 10:34