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Bellinzona inguaiato o contento?

I granata in trasferta bloccano la capolista San Gallo

San Gallo
Se il punto ottenuto sabato a San Gallo fa al caso del Bellinzona, purtroppo per i granata lo si saprà solo al termine della stagione. È infatti troppo presto per sapere il reale valore del bottino ottenuto in casa della capolista, anche se è chiaro che il “non aver perso” permette agli inseguitori di continuare a sperare addirittura nel primo posto. Un primato che rimane saldamente nelle mani dei verdi, anche se qualcosa, a dirla tutta, comincia a scricchiolare.
Già, perché se circolano voci sempre più insistenti su uno spogliatoio sangallese sempre più “spaccato”, è altresì vero che Montandon e compagni sentono salire la pressione per una promozione vicina ma nello stesso ancora lontana. Il pareggio ottenuto contro il Bellinzona è un affare, ma appunto tiene ancora tutti con il fiato sospeso. Per questo motivo, l’1-1 “strameritato” dei bellinzonesi può essere letto in maniera positiva. «Uscire dall’AFG Arena con un punto ci sta tutto». Tuttavia, alla luce dei fatti, rimane un (seppur piccolo) rammarico per un pareggio che appunto a Ciarrocchi e soci sta fin stretto. Eh sì, perché sono stati proprio i ticinesi a fare la partita, dall’inizio alla fine, tanto che in caso di vittoria nessuno avrebbe gridato allo scandalo.

Se il punto ottenuto a San Gallo, contro la capolista, il Bellinzona se lo tiene stretto e permette di continuare a sperare nella promozione, nel contempo “blocca” la rincorsa dei ragazzi di Martin Andermatt, di colpo superati in classifica sia dall’Aarau che dal Lugano. Un brutto colpo, comunque attutito dall’illustre avversario: avesse pareggiato contro un’antagonista di secondo piano, a Bellinzona il segno “x” non lo si sarebbe di certo preso con cotanta filosofia. Rimane il rammarico di non aver “portato a casa” una partita iniziata maluccio, con due parate strepitose in entrata del sempre più convincente König – che ha neutralizzato il giovane e bravo Abegglen – e con il rigore trasformato al 21’ da Scarione per un fallo sciocco di un inguardabile Elmer.
Che fosse in palla, il Bellinzona lo ha dimostrato subito, con una reazione d’orgoglio materializzatasi con il primo sigillo in maglia granata dell’argentino Magnetti 4’ più tardi, bravo tanto quanto Ciarrocchi, trasformatosi stavolta in uomo-assist. Da quel momento, e fino all’ora di gioco (eccezion fatta per il gol giustamente annullato per fuorigioco al solito Abegglen al 38’), il Bellinzona è stato il padrone assoluto del campo. Merito suo, e demerito del San Gallo che si è accontentato di limitare i danni difendendo il pareggio. Un dominio territoriale andato via via scemando però dal momento in cui i granata non hanno più trovato in Marchesano il regista che per lunghi tratti ha fatto scordare l’assenza di Yakin. I granata hanno forse pagato dazio per lo sforzo profuso e per alcuni giocatori (vedi Semeter, Neumayr e lo stesso Magnetti) poco utilizzati nell’ultimo periodo. Questo calo a livello agonistico ha permesso ai sangallesi di tornare a rendersi pericolosi in avanti, soprattutto su calci da fermo. Ancora una volta, però, König ha detto di no. «Un pareggio qui ci sta – ha poi spiegato Andermatt a fine incontro – Sfortunatamente non siamo stati precisi in alcune occasioni, non siamo stati capaci di “creare la situazione” favorevole. Siamo comunque soddisfatti».
SerenaB | 23 apr 2012 10:27