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Lara e il nuovo materiale: che dice Rossignol?

Intervista ad Angelo Maina, il capo del settore competizione della ditta francese

di David Conti

St. Moritz   Angelo Maina non poteva mancare alla tre giorni engadinese. A St. Moritz il ticinese ha seguito da vicino le “sue” ragazze, tra le quali c’è anche Lara Gut che, in estate, ha deciso di lasciare l’Atomic per passare alla marca francese. Tre anni di contratto, ma soprattutto un feeling iniziale che lasciava ben sperare. In allenamento prima e in gara poi, con l’ottimo quinto posto nel gigante di Aspen. Una partenza razzo che ha illuso un po’ tutti, a partire dal papà-allenatore che negli scorsi giorni ha ammesso di aver sottovalutato la buona partenza e le risposte del nuovo equipaggiamento durante la preparazione estiva. Oggi si cerca di correggere il tiro: c’è anche un problema di materiale. Un alibi o una reale difficoltà? «Gut a parte, abbiamo gli stessi atleti della scorsa stagione – ci ha raccontato Angelo Maina – E rispetto all’anno scorso i risultati sono nettamente inferiori alle nostre aspettative. Ora è difficile tirare delle conclusioni. Sicuramente è un inverno molto particolare a livello di condizioni di neve. Oltre a questo aspetto abbiamo sciatori che per vari motivi non sono in forma. Speriamo che questa tendenza possa cambiare in fretta».
 
Non ci sono grandi manifestazioni e i risultati non arrivano: è un caso?
Per tutti è la stessa cosa. Semplicemente le circostanze sono particolari. Prendiamo Jean-Baptiste Grange: lo scorso inverno ha vinto i campionati del mondo e ha dominato in slalom, quest’anno è stato operato alla spalla. Ha sciato poco e la concorrenza è accanita. Oltre al fisico c’è poi la testa a fare la differenza. Nello sport ogni tanto ci vuole pure un po’ di fortuna. L’anno scorso in super G e discesa, con tutti gli infortuni, avevamo solo un atleta ai Mondiali, ma abbiamo vinto due medaglie. Innerhofer invece in dicembre è caduto rimediando una commozione cerebrale. È stato fermo un mese, voilà… Non voglio trovare delle scuse, mi limito semplicemente a fare delle constatazioni.
 
Tra chi non va forte c’è anche Lara…
Sono sempre stato tranquillo e lo rimango tutt’ora. Anche lei dev’esserlo anche perché ha messo un accento sulle quattro discipline. Una scelta che condivido poiché ha il potenziale per farlo. Ma non è facile a 20 anni, si tratta insomma di un investimento per il futuro. La carriera ce l’ha davanti e non dietro le spalle, ma nello stesso tempo non sono tanti gli atleti polivalenti. L’importante è non strafare, non farsi male. Vive un momento particolare. Le manca fiducia. Quello ottenuto ad Aspen (5ª in gigante, 2° tempo dopo la prima manche, ndr) è un risultato più che positivo. In questo momento niente, si vede che riesce a concretizzare poco.
 
Ogni tanto ha accennato a problemi di materiale…
Non è stata la prima a cambiare materiale e non è la prima che ha delle difficoltà. Che poi sono relative. Nello sci le variabili sono molte, così come le situazioni sono strane. Svindal, che da due anni ha cambiato materiale, a Garmisch, nel weekend, è giunto 31°. Però Cuche con lo stesso materiale ha vinto. A St. Moritz, Lara è andata male, ma il miglior tempo nella parte alta, quella pianeggiante, per tre giorni lo ha ottenuto una nostra ragazza, quella Ilka Stuhec che si fa preparare gli sci dalla mamma. È veramente difficile giudicare. La base è la sua tranquillità, che ovviamente in questo momento le manca. Poi si può discutere per ore. Sicuramente con il materiale non ha trovato la messa a punto ottimale. Anche perché, ripeto, cambiano sempre le situazioni. È un inverno particolare: una volta nevica, una volta sono 10°c, un’altra volta ancora piove. Questo non aiuta di certo.
 
Che ruolo gioca la Rossignol in questo momentaneo appannamento?
L’ascoltiamo e non manchiamo di appoggiarla, di sostenerla, di aiutarla. Chiede consigli a chi la segue; si parla con il suo skiman. Come facciamo con tutti i nostri atleti d’altronde.
 
Hai parlato di skiman: in questa situaz

joe | 31 gen 2012 14:05