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Peter Jaks è morto

Il Ticino piange uno dei suoi più grandi sportivi

di Piergiorgio Giambonini

Ho sperato per tutta la settimana di sentirmi dire che Peter Jaks si era perso chissà dove e chissà perché, ma che tutto era finito bene. Lo abbiamo sperato tutti.
Ma la speranza è svanita, definitivamente, ieri sera, lasciando improvvisamente il posto alla consapevolezza – pesante come un macigno – di aver perso per sempre un “socio”, conosciuto ed applaudito come giocatore, poi conosciuto meglio e frequentato più assiduamente quando ha affrontato con lo stesso impeto e la stessa passione le due attività di quella che è stata la sua seconda carriera nel nostro piccolo grande mondo dell’hockey, con la giacca e la cravatta il più delle volte impostegli dal suo nuovo ruolo vuoi di direttore sportivo vuoi di commentatore televisivo.
In carriera, sia prima che dopo, credo di poter dire che il “Peterone” è stato il personaggio più amato e più odiato con cui abbia avuto a che fare durante la mia vita di appassionato d’hockey ancor prima che di giornalista sportivo. Amato dal Ticino biancoblù, ma non da tutto: a “fargli le scarpe” in Valle – dove Jaks aveva avuto il coraggio e un po’ anche l’incoscienza di inventarsi una nuova professione in un contesto dove nessuno dei suoi “capi” era in grado di giudicarne con competenza l’operato, lasciandolo di fatto lavorare “senza rete” – è stata del resto una frangia interna al club, e in molti non gli hanno nemmeno mai perdonato quei due anni di giovanile scappatella bianconera. Odiato dal Ticino bianconero (anche per quelle due finali vinte con lo Zurigo contro l’HCL), ma non da tutto: perché alla Resega i meno ottusi non hanno dimenticato l’ottantina di reti e lo scudetto che il giovane Jaks firmò in maglia bianconera alla fine degli Ottanta.

Ma Peter Jaks di tutte queste cose in fondo se n’è sempre fregato. Perché lui era fatto così, e sapeva benissimo che la sua popolarità, in Ticino ma anche negli splendidi anni trascorsi a Zurigo, era figlia solo ed unicamente dei gol che segnava, e non certo del suo carattere o dei suoi atteggiamenti. Peter è sempre andato per la sua strada, un po’ sbruffone, un po’ egoista, un po’ “duro”. Lo ha fatto da giocatore, e ha continuato a farlo da direttore sportivo in una seconda carriera peraltro lanciata dall’esaltante ingaggio della premiata ditta Trudel - Domenichelli. Anzi, quand’è passato dall’altra parte della transenna, ha deciso di non guardare in faccia a nessuno di quelli che sarebbero diventati i “suoi” giocatori, foss’anche suo fratello Pauli. Ma Peter Jaks era fatto così. Prendere o lasciare. Amarlo o odiarlo.

Io l’ho sempre “amato”, pur avendolo criticato in chissà quante occasioni sia come giocatore che poi come DS. L’ho “amato” come giocatore perché era uno che non scappava da quella che era la sua responsabilità di cecchino: cercare la porta, trovarla e decidere le partite. E perché in tale ruolo mi ha regalato – e non m’importa assolutamente nulla di quale maglia vestisse in quel momento – non so quante emozioni, ma tutte vere e grandi. Nazionale ovviamente compresa. E poi il “Peterone” l’ho difeso come direttore sportivo perché per quanti errori possa aver commesso, anche in quel ruolo ha sempre avuto il coraggio di metterci la faccia e di non “tradire” la causa, lui che – ribadiamo – ha dovuto inventarsi un nuovo mestiere senza poter contare su qualcuno che glielo insegnasse.

Ma lui non se n’è mai lamentato. Perché lui, nello sport come nella vita, preferiva tenere le sue cose per sé, chiuse e nascoste dentro quella sua “corazza” a volte ruvida. E in questi ultimi due anni credo allora che abbia tenuto dentro tutto quello che non è andato o che non stava andando come avrebbe voluto, e come avrebbe meritato.
Peter Jaks se n’è andato, e mi mancherà moltissimo, sempre e per sempre. Mi mancherà la sua figura vieppiù imponente, e mi mancheranno il suo sguardo furbo e i suoi sfottò quando ci si ritrovava in qualche stadio al seguito di qualche squadra. Il nostro è stato, prima e dopo, un rapporto schietto, e di reciproco ris
SerenaB | 7 ott 2011 10:37