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Un Lugano tutto italiano

di Mauro Antonini

Fabrizio Preziosi direttore generale, Carlo Taldo direttore sportivo e Ivan 'Uncino' Juric allenatore. Queste sono le novità in casa bianconera per la prossima stagione,  l'ultima dell'era Preziosi, immaginiamo, se la promozione venisse per l'ennesima volta fallita. Il patron avellinese entra in prima persona nel club, e non solo economicamente come succede dal 2007. Stavolta le pedine le ha scelte lui: non più Pastorello e nemmeno Renzetti. Il Lugano diventa in tutto e per tutto una creatura della proprietà (o della holding che dir si voglia). Tutto bene, insomma, la voglia di ripartire è grande, la voglia di recuperare credibilità e il terreno perso dopo le figuracce di quest'anno supera le delusioni. Tutto bene, dicevamo. Tutto o quasi.... Sì, perchè le scelte di Taldo e di Juric (dovrebbero essere ufficializzate nei prossimi giorni) non ci convincono. Nulla da dire sulle capacità del primo o delle potenzialità dell'altro, ci mancherebbe. Taldo lavora già da tempo nel difficile panorama calcistico italiano, Juric dirige la primavera del Genoa, non del Canicattì, con tutto il rispetto. Ma entrambi non hanno la minima conoscenza del calcio svizzero ed avranno
perciò bisogno di un certo periodo di tempo per adattarvisi e capirlo. Tempo che il Lugano non ha più, tempo che il club ceresiano non può più permettersi di perdere. La storie, le recenti esperienze ci dicono che i direttori sportivi e i tecnici italiani (Juric è croato ma è calcisticamente cresciuto in Italia) hanno sempre fallito al loro primo impatto in terra elvetica. Due nomi a caso. Sonzogni e Tebi. Ma ce ne sono altri... E allora perchè continuare su questa falsariga? Pastorello e Teti hanno impiegato un anno per comprendere il valore del nostro calcio, quanto tempo occorrerà alla coppia Taldo-Juric? Auguri, comunque...
paul | 28 mag 2011 12:53