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La fame e il... biscotto

di Luca Sciarini

L'Italia è in finale, contro tutti i pronostici della vigilia.
Ancora una volta, nelle fasi ad eliminazione diretta, in cui conta la compattezza e quell'aspetto caratteriale che fa la differenza nei momenti di estrema emergenza, gli italiani hanno saputo stupire.
Addirittura Balotelli, che finora nella sua carriera aveva sollevato più aspettative che applausi, ha saputo in pochi minuti concentrare quelle qualità che troppo spesso aveva nascosto: grinta e fiuto del gol.
L'Italia ha così piegato una Germania troppo arrendevole e fragile in difesa a cui è mancata quella fierezza tipica della Mannschaft.
Domenica la finale sarà tra le due squadre che hanno meritato di più.
Da una parte l'Italia in crescita, con il morale a mille e con la consapevolezza di essere vicina ad un altro miracolo calcistico.
Dall'altra la Spagna del tic e tac, che inizia a stancare perfino gli estiti del calcio e che sembra in leggero calo, anche perché dà l'impressione di essere meno incisiva in zona gol.
La stampa iberica si sta chiedendo se hanno poi fatto così bene gli spagnoli, nella fase di qualificazione, a non organizzare il famoso biscotto che avrebbe mandato a casa gli italiani. Anche perché gli italiani, come ha ammesso Del Bosque, sono quelli che hanno messo maggiormente in difficoltà la Spagna.
E appunto Del Bosque, se da una parte fa bene ad essere felice di aver onorato lo sport, ora deve però risvegliare una Roja che a volte pare anestetizzata dal suo stesso dominio sul campo. Un dominio che troppo spesso diventa leziosità.
I tifosi iberici hanno visto l'italia e si sono spaventati: tic e tac sì, ma poi palle lunghe e grande fame di arrivare in porta. Gli azzurri sono questi.
Domenica la Spagna, per confermarsi numero uno, dovrà mostrare la stessa fame, altrimenti rischia di alzarsi a pancia vuota dal tavolo della finale.
luke | 29 giu 2012 11:50