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Il Kloten non può morire?

di Patrick Della Valle

Chloote darf nicht sterben. Il Kloten non può morire. Grandi mobilitazioni, grande sostegno popolare, cimeli all'asta, promesse d'offerte e chi più ne ha, più ne metta. I Flyers non devono morire, si perchè i Flyers giocano un hockey attrattivo, sono un club formatore, sono una squadra corretta, e anche qui, chi più ne ha, più ne metta.

E io vado controcorrente. Non mi auguro il fallimento dei Flyers ma nemmeno riesco a provare empatia per chi, per anni, ha vissuto sopra le proprie possibilità essendo ben cosciente di quello che stava facendo, falsando di fatto il mercato.

Come non pensare a Roman Wick? Partito dalla Kolping Arena verso il Nord America e tornato da figliol prodigo nella periferia zurighese a peso d'oro. I Flyers sono riusciti a riportare a casa Wick, battendo la concorrenza delle altre 11 squadre di NLA, non già per chissà quale sentimento d'appartenenza ma perchè hanno offerto all'attaccante uno stipendio da capogiro.

Un altro esempio ancor più clamoroso? Basta tornare a qualche settimana fa. Von Gunten rientra al Kloten dopo un solo anno di avventura svedese. Torna al Kloten che batte la concorrenza di tante squadre, tra queste anche il Lugano.

Tommi Santala. Piaceva al Lugano, piaceva ad Habisreutinger, ma niente, tre anni di contratto a Kloten e il finalndese resta li.

E gli esempi potrebbero essere molti altri.

Proprio per questo non riesco a provare empatia per chi, in un modo o nell'altro, ha giocato fuori dalle regole (perlomeno quelle del mercato).

Il prossimo 8 giugno la Lega prenderà una decisione definitiva sulla sopravvivenza dei Flyers. Andranno rispettati statuti e regolamenti. Niente di più, niente di meno.


PatrickD | 28 mag 2012 11:15