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Giove Pluvio, Yakin e un derby da operaio

di Patrick Della Valle

Con un terreno così, cosa vuoi fare? Giocare a calcio, quello vero, quello che piace a lui, non è possibile. E allora Hakan Yakin mette da parte il suo tocco di palla vellutato, i suoi assist millimetrici, il suo incedere elegante. Tutto messo nell'armadio, tutto risparmiato per un giorno migliore, per una  giornata in cui Giove Pluvio smetterà di tormentare il bel Ticino.

È in queste condizioni che ci siamo accorti che esiste uno Yakin operaio, oltre allo Yakin artista.

Nel derby che con ogni probabilità ha regalato lo spareggio agli uomini di Andermatt il fantasista granata ha corso, rincorso e "sgamellato" come un normale D'Angelo.

Un bel segnale, una prova dell "esserci", una conferma dell'essersi calato nella realtà bellinzonese, un messaggio lanciato ai suoi detrattori che lo volevano nella Sonnenstube (ma non ai primi di maggio...) a svernare.

A noi però, al di là delle  bandiere, caro Giove Pluvio, piace molto di più, per comprensibili ragioni estetiche, l'artista che l'operaio. Ricordatelo la prossima volta che il numero 15 si mette la maglia...



PatrickD | 5 mag 2012 22:55