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Il Bellinzona non è il Barcellona

di Marzio Minoli

Tutti ammirano il Barcellona. Tutti lo osannano, per come fa girare la palla, per come manda in rete i suoi uomini migliori. E gli avversari? Fermi a guardare, tentando di rubacchiare qualche pallone e poi partire in contropiede. Ecco, sono belle partite queste? No. Ed è la stessa partita che sabato sera hanno visto i presenti al Comunale di Bellinzona, in occasione del derby tra l’ACB e il Chiasso.

La differenza qual è? Semplice, il Bellinzona non è il Barcellona. Il “palleggio” è tutt’altro che irresistibile, le trame di gioco a volte sono pregevoli ma nulla di che. Inoltre Yakin non è Messi, Mattila non è Iniesta e Schenkel non è Puyol. Eppure il Chiasso, che è pur sempre ai vertici della Challenge League, si è presentato al Comunale facendo le barricate e riuscendo a portare a casa uno zero a zero che, vista la disposizione in campo, era prevedibile. Vero che i rossoblu non hanno attaccanti veri e propri dopo la partenza di Magnetti e il forfait di Adeshina per l’operazione al menisco, ma non basta per giustificare un atteggiamento tanto rinunciatario. Quindi tutti dietro e pronti a ripartire.

Tutto legittimo, ci mancherebbe. Ma se questo è lo spettacolo e la mentalità che vedremo ancora sui nostri campi da calcio, allora non pretendiamo che la gente faccia la coda alle casse per vedere le partite delle ticinesi.
minols | 16 apr 2012 11:20