Accedi-1/7°

Del Curto: fine di un ciclo?

di Patrick Della Valle

Senza troppi complimenti, con uno sberlone. Zero a quattro e a casa.

È così che è finita la stagione di Del Curto e soci. Lo Zurigo, settimo e delusione della Regular Season, ha passeggiato sulle macerie dei grigionesi. Macerie, perchè del grande Davos che solo la scorsa stagione ha vinto il titolo è rimasto poco o nulla.

In una nostra intervista Del Curto ha tirato in ballo la sfortuna e i tanti, tantissimi, infortuni che hanno colpito i grigionesi. È vero, in stagione i gialloblu hanno dovuto fare a meno per periodi lunghi o brevi di pedine chiave quali Guggisberg, Sciaroni, Mahra, Von Arx, Rizzi,...

Ma limitarsi a tirare in ballo la malasorte, nei Grigioni come altrove, è spesso riduttivo.

Il tecnico di San Moritz lavora a Davos da ormai 16 anni e con uno zoccolo duro di giocatori rimasto pressochè invariato negli anni. Capitan Rizzi, i fratelli Von Arx, il ceco Marha sono giocatori di talento ma probabilmente avviatisi sul viale del tramonto e sui quali non è possibile costruire la squadra del futuro. E nemmeno a colui che è considerato uno, se non il, Messia del nostro hockey riescono sempre i miracoli. Pescare giovani, i migliori, da tutta la Svizzera non è garanzia di avere un ricambio costante e continuo di giocatori. E poi...di Reto Von Arx ne nasce uno ogni 20 anni...

Sempre nella nostra intervista Del Curto diceva di non avvertire nessuna pressione. Buon per lui, ma bisogna pur ricordarsi che di Ferguson ne esiste solo uno e che prima o poi, come è nella logica delle cose, i cicli si concludono. Per i giocatori, così come per gli allenatori.
PatrickD | 10 mar 2012 10:37